martedì 25 ottobre 2011

Inno alla Carità - 2


La Carità, Gesù, è paziente:

“Caro amico, ricordati che l’Amore è paziente, non ha premura, non è intollerante. L’amore ha sempre tempo, e sa attendere anche tutta la vita.
In ogni circostanza l’amore sa cogliere tanti piccoli frammenti e li mette nel vortice dell’Amore che si dona.
In ogni avvenimento quotidiano l’amore sa cogliere l’importanza di quel momento. Sa che è quello il momento più importante della vita, perché è l’unico momento in cui è possibile scegliere di amare.

La pazienza è la virtù dei forti: l’Amore è “Forza”.La pazienza è la virtù dei santi: l’Amore è “Santità”. E tu, sai essere paziente? Hai in te la Carità, cioè l’amore che sa attendere, sa pazientare, sa aspettare il momento favorevole, sa riconoscere il tempo del Signore, che si manifesta in ogni avvenimento, in ogni persona, qui e ora?

Gesù è l’Amore. Chiedi a Lui di aiutarti ad essere paziente ogni giorno, con i tuoi familiari, con il tuo lavoro, con i tuoi fratelli e sorelle, con le persone che incontri nella tua comunità, con gli amici, con i poveri, con coloro in cui fai più fatica a riconoscerti.”

“Quando  si perde la pazienza con i poveri non si ha più il diritto di servirli. Siamo i servi dei poveri. Dobbiamo dare ai poveri il nostro servizio gratuito e con tutto il cuore”.
(Madre Teresa)

Quando è stata l’ultima occasione in cui hai perso la pazienza?

 Verso chi?

Chiedi al Signore il dono della pazienza.



La Carità, Gesù, è benigna:

"Carissimo amico mio, guarda che l'Amore volge al bene, sa vedere il bene anche là dov'è nascosto. L'amore è positivo, legge gli avvenimenti e i comportamenti delle persone con un cuore amorevole, con un cuore comprensivo, con un cuore buono.
L'Amore è bontà, è benignità.
Ma tu mio caro, sei benigno, sei volto al bene? Hai l'Amore in te?
Se hai l'Amore in te, si deve vedere e lo devi trasmettere agli altri con la tua benignità."

"Il nostro amore reciproco sarà:
-  altruista, generoso, tenero, personale, rispettoso;
-  al di là delle simpatie o antipatie;
-  fedele, profondo e liberante;
-  senza compromessi, compassionevole, comprensivo;
-  sempre pronto ad infondere speranza, incoraggiante, fiducioso;
-  disposto al sacrificio, fino alla morte in croce".
  (Madre Teresa)

Qual è stato l’ultimo gesto di bontà che hai fatto per Gesù, consapevolmente per Gesù?

Chiedi al Signore il dono di un amore come quello descritto da Madre Teresa.







La Carità, Gesù, non è invidiosa:

"Caro amico, l'Amore non è invidioso. L'Amore non vuole togliere nulla agli altri, anzi li vuole arricchire, vuole donarsi. L'Amore è benevolente, è generoso, è altruista.
L'invidia invece vuole togliere all'altro anche quel poco che ha. È per invidia che il diavolo ha fatto perdere l'uomo. È anche per invidia che il male e la morte sono entrate nel mondo. Guardati dall'invidia, perché l'invidia è maligna e vuole il male dell'altro. L'invidia è un vizio capitale. Dall'invidia nascono l'odio, la maldicenza, la calunnia, il piacere causato dalla sventura del prossimo e il dispiacere causato dalla sua fortuna. L'invidia affonda le sue radici nell'egoismo e nell'orgoglio. Si combatte e si può vincere con l'umiltà e con l'altruismo.

Allora per te amico mio,  quale sarà l'impegno? Dovrai essere fortemente motivato a contrastare questo cancro dell'umanità: l'invidia. Dovrai essere consapevole che è un veleno, una peste che va debellata a tutti i costi. Va aggredita e va vinta da te, anzitutto dentro di te, con l'Amore, con l'umiltà, con la generosità, la benevolenza, la mitezza, la Carità. Potrai contrastare l'invidia coltivando in te la gioia  per le fortune, per i meriti e per i progressi degli altri, specialmente dei tuoi fratelli e sorelle."

"Conservate nel vostro cuore la gioia dell'Amore per Dio e per i poveri. Questo è tutto quello che vi serve. La gioia è Amore, è il risultato normale di un cuore che arde d'amore. La nostra lampada arderà dei sacrifici fatti per amore, purché abbiamo gioia. La gioia è una rete d'amore in cui captiamo le anime. La gioia è una necessità e una forza, anche fisicamente."
(Madre Teresa)

Sono presenti in te sentimenti di invidia? Se sì, chiedi al Signore che te ne liberi!

domenica 23 ottobre 2011

Carità


Nuovo Testamento: Lettere di san Paolo
Prima lettera ai Corinzi
Cap. 13

1Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.

2E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.
3E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.

4La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, 5non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. 7Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. 9La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. 10Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 

11Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. 12Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.
13Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!



L’altro è un fratello
per mezzo del quale
Dio ci parla.
Per mezzo del quale
Dio ci aiuta
e ci consola,
Dio ci ama
e ci salva.
L’altro - ogni altro -
è un fratello da amare:
Egli è in cammino
con noi
verso la casa del Padre.
L’altro è Gesù.  (M. Quoist)




Inno alla Carità
di
Madre Teresa di Calcutta



Se non ho la Carità, Gesù:
-         sono un bronzo che risuona,
-         un cembalo che tintinna
-         non sono nulla
-         niente mi giova

Forse San Paolo, con queste parole, vuole scuotermi, vuole spronarmi, vuole risvegliare la mia coscienza, e dirmi:  

"Amico mio, se dentro di te e intorno a te non hai saputo conquistare l'Amore, Gesù, davvero sei fuori posto, sei stonato come uno strumento musicale rotto; non servi a niente, non vali niente e non sei nessuno.
Se continui a restare così, niente e nessuno ti potrà aiutare.
Però puoi cambiare! Con la grazia di Dio puoi rinnegare il tuo egoismo, puoi svegliarti, puoi chiedere, puoi cercare e trovare l'Amore.
Puoi cambiare registro, puoi convertirti, puoi scegliere di lasciarti riempire il cuore da Lui, puoi lasciarti cambiare il cuore, puoi riscaldarti al fuoco del Suo Amore.
La Carità, cioè l'Amore,  è Gesù, il tuo Re, coronato di spine e crocifisso, che ti ama di un tenero amore, e per te dà continuamente la Sua Vita.
Lui ti sta cercando, vuole darti il suo amore, vuole il tuo cuore, la tua carità.
Coraggio, non continuare a stare lì, pieno di te e dei tuoi problemi. Consegnati a Lui, dagli il tuo cuore, dagli le tue mani, dagli i tuoi piedi, i tuoi occhi, la tua volontà, la tua libertà, dagli tutto te stesso.
Lascia che dentro di te risuoni qualcosa di veramente nuovo, lasciati compenetrare, attraversare da Lui, lascia che Lui agisca in te, lascia che Lui possa giovare a te e a tutti quelli che Lui desidera raggiungere attraverso di te. Non potrà farlo senza la tua collaborazione!".

"L'amore è un frutto per tutte le stagioni ed è alla portata di tutti. Dio ama ancora il mondo!
Voglio che vi mettiate questo in testa: Dio ama ancora attraverso voi e attraverso me, oggi.
Fatemi vedere questo amore di Dio nei vostri occhi, nelle vostre azioni, nel vostro modo di comportarvi".
 (Madre Teresa)

A che punto ti senti nel cammino dell’amore?

Quali sono le resistenze ad abbandonarti di più all’Amore?

Chiedi al Signore il dono di abbandonarti totalmente al Suo Amore.






sabato 8 ottobre 2011

Nostra Signora Universale





Apparizione di Torino (Piemonte)- 1918 -
Nostra Signora Universale
"Temi l'esilio terreno e rifugiati sotto il Mio manto...
Io sono la Madre Universale, Mamma di tutti, di tutti i dolori, di tutti i desideri...
Ogni volta che l'occhio di creatura si poserà sulla mia Immagine avrà la Mia Benedizione"

"Nostra Signora Universale proteggi il Vaticano e attraverso il Vaticano proteggi il mondo"
La Madre di Dio alla Venerabile Flora Manfrinati
(1907-1954)


Nel 1918 la Vergine apparve a Flora Manfrinati (1907-1954), mentre stava ricevendo la sua prima comunione e la guarì dalla grave malattia di cui era affetta. La Madonna le apparve anche in altre occasioni, ispirandola a fondare l'Opera delle apostole educatrici e dicendole in particolare:



"Lotto contro il nemico del mondo; il demonio prepara il suo esercito, io le mie schiere di angeli"


Tratto dal libro:"Apparizioni mariane" di M.Gamba, ed.Segno



La Venerabile Flora Manfrinati (1907-1954)


Flora Manfrinati, morta in concetto di santità nel non così lontano 12 Marzo 1954 ed attualmente "Venerabile", ha trascorso tutta la Sua non lunga vita - era infatti nata nella bonifica ferrarese il 7 Luglio 1907 ad approfondire la conoscenza e l’amore per il Cristo. Un amore rafforzato ininterrottamente per mezzo della devozione alla Beata Vergine Maria pregata e fatta conoscere a tutti come "Nostra Signora Universale", come "Mamma di tutti i dolori e di tutti i desideri" come Colei che dice alla Sua figlia Flora "Temi l’esilio terreno, rifugiati sotto il mio manto" e come Colei che Chiede a tutti di recitare l’invocazione :"Nostra Signora Universale proteggi il Vaticano e attraverso il Vaticano proteggi il mondo".


L’immagine della Madonna come appare nel quadro dipinto da un' amica pittrice su sua indicazione si presenta piena di amorevole dolcezza avvolta in un manto che risplende bianchissimo su un campo azzurro tenue soffuso di luce paradisiaca. Ai piedi della Vergine sta il Vaticano e sotto il Vaticano il mondo. Si noti: un mondo notevolmente avvolto da spesse nubi, tali da non rendere così "limpida" agli occhi l’immagine della nostra terra.


La protezione di Nostra Signora – proprio con il nome di "Signora" la Madonna chiedeva di essere chiamata da Flora -  sia sul vaticano che sul mondo è ben connotata dal manto amplissimo che le braccia della Madonna distendono come ad avvolgere tutto sotto la Sua materna misericordia.


L’immagine nel suo insieme si presenta sorprendentemente "nuova" e genera in chiunque la vede conforto e sicurezza.
A conclusione la Madonna trasmette attraverso Flora il seguente messaggio di speranza:



"Ogni volta che l’occhio di creatura si poserà sulla Mia immagine riceverà la Mia benedizione".




Il manto appare bordato di stelle e croci dorate mentre la figura delle chiavi e della tiara emerge alle due estremità del manto ….sulla punta del piede sinistro della Madonna una stella d’oro lucentissima…


Le mani della Madonna sono aperte….a dare fiducia, si ma anche ricordano le mani del Figlio Gesù crocifisso per noi…
L’apparente trionfo della scienza non deve farci dimenticare la "fame di soprannaturale" che vi è nel mondo così come l’invasione del materialismo e dell’edonismo non può far tacere quella voce interiore che ci spinge verso ideali grandi di amore, di generosità, di silenzio.


Non dimentichiamo che anche il Cielo con più frequenti apparizioni e messaggi interviene in quella che può essere intesa di più in questi tempi come una decisiva lotta tra il bene e il male…
In quest’ottica occorre avvicinare l’esperienza di Flora, il "Piccolo fior del Campo, anima di sofferenza fisica e morale eccezionali, di profonda carità, di fede travolgente, di umiltà e nascondimento a tutta prova, di attività continua nella vita ordinaria e nell’apostolato. 


Ad evidente conferma della soprannaturalità di tante sue affermazioni possiamo ritenere per vero che Ella talvolta si trovava a dover chiedere spiegazione di certe cose dette...Evidentemente ad illuminare "Fior del Campo" era direttamente Dio"!


Tra i vari contributi, opuscoli, stampati cui abbiamo attinto per scrivere qualcosa su Flora Manfrinati da non sottovalutare il volume : "Una vita per gli altri" di Vittorio Felisati ediz.Sate, Ferrara, 1970.



Alcuni pensieri di Flora…


Tutto ciò che viene qui riportato è stato a suo tempo fatto conoscere dalle "compagne" di FLORA MANFRINATI, fondatrice della "OPERA DI NOSTRA SIGNORA UNIVERSALE" - Educatrici Apostole- con casa madre in Torino in Via S.Francesco Da Paola. Raccogliamo volentieri per voi questo mazzo di pensieri e di espressioni così alte e così concrete per chi voglia farne tesoro. 

Parole edificanti ed ispirate per la quali siamo tanto riconoscenti a Flora ma anche alle sue compagne che continuano con zelo l’opera iniziata per volontà della Madonna.
Esortava a "lavorare nell’ombra" ad "essere come l’ombra che non soffre ad essere calpestata".

Pregava così: "O MAMMA BELLA DEL CIELO STELLA, SCENDI CON LA BANDIERA, CON LA LANCIA DEL TRIONFO SCENDI IN TERRA COME GUERRIERA!.

Diceva che la SANTITA' "non consiste nella corsa, ma nel fare le cose perfette!"
Che Dio non ama il rumore, ma il silenzio dell'anima raccolta.

Diceva di "NON MISURARE LE PROPRIE FORZE CON LE NECESSITA’ DEL CASO; MA DI CONTRAPPESARE LE PROPRIE OPERE CON LA MISERICORDIA DI DIO!

Diceva di "NON LASCIARSI ESALTARE!
Affermava che "TUTTO E' NELLE NOSTRE MANI CON L'AIUTO DELLA MADONNA!

Che "BASTA LA BUONA VOLONTA' E AL MOMENTO BUONO IL CIELO AGISCE:
GESU’ ha preferito la solitudine, la preghiera, il Calvario, e il sacrificio della Croce.
La mia sofferenza è sempre stata il mio libro d'oro.

Diceva "Che era troppo preziosa la sofferenza per chiedere di morire"!

Diceva che "la nostra ricchezza è la croce"! "Che è necessario al nostro cuore di soffrire"! "Che il cuore ha bisogno della Croce per santificarsi."!
Quando la Madonna la chiamava, lasciava tutto e si raccoglieva in preghiera sicura di far cosa gradita alla buona mamma del cielo.
Il manto aperto sul Vaticano e sul mondo viene a confermare "FEDE E AMORE"
A Flora la Madonna si presentava come "La Signora"!
Spesso quando Flora doveva esortare alla vigilanza e all’impegno diceva: la mia Signora mi ha detto…

Vogliamo riportare qui le frasi raccolte nel lontano 1959 in un aureo libretto intitolato "LA MADONNA ad un Piccolo Fior del Campo"; libretto che raccoglie le annotazioni di Flora durante momenti di particolarissima intimità con la Signora negli anni che vanno da 1949 al 1954. La prefazione è dell'allora Vescovo ausiliare di Torino Mons.Stefano Tinivella.

Tale raccolta, evidentemente solo una scelta di f
rasi tra le moltissime lasciate da Flora, è stata curata dalle "Educatrici Apostole" di Via S. Francesco da Paola 42 - Torino.







La Madonna a Flora…


 "…Io sono la Signora dell’alba. Il mondo e gli uomini sono caduti nella notte oscura. Io sono l’alba di un mattino che spunterà per rischiarare la via agli uomini e portarli all'alba della vera luce…"


 "…Essendo Io la Mamma di tutti, desidero accogliere le preghiere che ciascuno dei miei figli sa offrirmi spontaneamente e accettare dal povero ignorante il desiderio semplice di amarmi. Io non voglio una preghiera speciale, desidero che ognuno dica il proprio cuore, quello che sentirebbe di dire in quel momento alla propria Mamma che tutto può concedere…"


 "…Io sono la Regina del Cielo e della terra, ma sono nello stesso tempo la Mamma pietosa di ogni mortale. Lascerò ai miei figli tutta la possibilità e il tempo di convertirsi, ma guai a coloro che resistono!… Io sono la Mamma pellegrina, che in tutto il mondo vado in cerca di cuori e di anime, chi vorrà proprio ripudiarmi mi troverà imperatrice e piegherà a terra le ginocchia… A Me è stata data la potestà di lottare e di vincere …..e dopo questa lotta si rinnoverà il fervore…"


 "…Mi dirai:Io ti saluto, Signora dell’alba! La tua benedizione, il tuo amore, la tua misericordia scendano in questo momento su tutta l’umanità e la tua pace avvolga questo mondo traviato e desolato…"


A Flora la Madonna "…spiegò il significato di "Signora" e disse che col nome di Signora voleva includere tutti i titoli coi quali La si onora nel mondo. "Tu mi chiamerai sempre così: "La mia Signora…".


 "Non mi chiedi che cosa vuol dire il rosario che mi cinge i fianchi? Vuol dire che coloro i quali recitano sovente questa preghiera formano come una cintura che li unisce a me".
 "Chi è con Maria e lavora per Maria, è forte di Maria".


 "E’ questa l’ora della Vergine Universale. E’ l’ora del combattimento aperto con il nemico della Chiesa, ma abbiate fede e siate forti.Dappertutto si dice che l’ora del castigo è venuta, ma io voglio dire ancora a tutti che è l’ora dell’estremo amore e della misericordia".


 "…la mia potenza è più forte della potenza degli uomini".


Notizie tratte dal sito www.maria.org


FLORA MANFRINATI
APOSTOLA LAICA
VENERABILE

Flora Manfrinati, nacque a Mottatonda Nuova Tresigallo (FÉ) nel 1906 e morì a Torino nel 1954.
Fu anima di sofferenze fisiche e morali eccezionali, di profonda carità, di fede travolgente, di umiltà e nascondimento a tutta prova, di eroica fortezza cristiana, di attività continua nella vita ordinaria e di apostolato.


Non ebbe né maestri, né scuola, né istruzione di questo mondo, ma fu "sapientissima nelle cose di Dio e abilissima nelle attività umane. Intuì l'importanza dell'istruzione e della formazione della donna.


Istituì con criteri moderni scuole materne pervenire in aiuto a mamme lavoratrici.
Si prodigò per attivare scuole elementari, centri estivi caratterizzati da iniziative sportive, teatrali e ricreative. Promosse la formazione umana e professionale delle giovani, preoccupandosi della loro sistemazione e inserimento nel mondo del lavoro. In mille modi aiutò genitori, ragazzi e ragazze bisognosi, malati, poveri, peccatori, Sacerdoti, Suore, intere famiglie in difficoltà e molti Istituti religiosi, dandosi tutta a tutti senza nulla chiedere in cambio.
1960, 27 dicembre


il Cardinale Maurilio Fossati apre il Processo informativo diocesano sulla fama di santità, vita, virtù e miracoli di Flora

1976, 7 gennaio
il Cardinale Michele Pellegrino nomina il Tribunale per riprendere e chiudere il Processo ordinario sulla fama di santità, vita, virtù  e miracoli di Flora

1996, 12 gennaio
la Congregazione per le Cause dei Santi emana il Decreto sull'eroicità delle virtù di Flora Manfrinati

-  il suo STILE:

"La mia vocazione è questa: lavorare nel campo e sparire nell'ombra"
.
-  il suo FONDAMENTO:

"L'abbandono in Dio dà forza. Più che affanno abbiate fede"

- la sua DIMENSIONE:

"Il mondo è la mia patria e tutti sono miei fratelli"

La presentazione al mondo della figura di questa Serva di Dio può dare ai fedeli la convinzione che la perfezione nella virtù, anche in modo eroico, è raggiungibile pur nell'esercizio delle più umili occupazioni quotidiane. Ella può essere modello di partecipazione ai dolori del mondo per alleviarli, in totale servizio con il dono di sé: invito ad impegnarsi, in ogni stato di vita, in varie forme di apostolato, secondo le attuali necessità della Chiesa e della società. 

È LEI CHE PARLA … 
  • Nei pensieri uniamoci al Piccolo Gesù, nei desideri a Gesù Eucaristia, nel dolore a Gesù Crocifisso.
  • Sia l'Ostia Santissima il centro dei nostri sguardi, sia l'Eucaristia il centro dei nostri affetti, sia la Croce il centro della nostra meditazione, affinché ogni sacrificio nel fare il bene, non sia più sorpresa o affanno.
  • L'abbandono in Dio dà forza
  • Attraverso Lui la Madonna; attraverso la Madonna a Lui. Hai fatto bene a farmi amare prima il tuo Figlio Eucaristico, non avrei amato Te così.
  • Fa' di tutte le date una data e su di essa scrivi: amore, fa' di tutti i giorni un giorno e su di esso scrivi: sacrificio.
  • Devo salire, dimenticarmi, devo essere lampada, bruciando d'amore per Lui.
  • Camminare con i piedi a terra, guardando fisso al Cielo, con l'anima che tende a Dio e il cuore al prossimo.
  • La mia casa è ovunque si trova un Tabernacolo. La mia casa è ancora dovunque non c'è, perché ovunque non c'è, lo devo portare io con l'anima mia.
  • Desidero che nel cuore di ogni anima vi sia un sol motto: Vivo con la Chiesa, la mia casa è la Chiesa, la mia umiltà la trovo in Chiesa, la mia forza la trovo in Chiesa! Vivo con la Chiesa, perché la Chiesa è stata benedetta da Cristo, da essa ho ricevuto la vita attraverso i Sacramenti; il mio pane lo trovo nell'Eucaristia, l'umiltà la trovo nell'Ostia, dove un Dio si cela, tace, aspetta in silenzio, in un Tabernacolo oscuro

giovedì 15 settembre 2011

Lettera di Padre Pio a Giuseppina Morgera
Foggia, 5 Maggio 1916



Dilettissima figlia di Gesù, Gesù in tutta la sua vita mortale ci diede continue prove di amore, ma fra queste le più insigne sono il sacrificio del Calvario e l'istituzione della SS. Eucaristia.
Portiamoci con pensiero al Cenacolo; miriamo Gesù seduto a mensa con gli Apostoli, ha gli occhi splendenti di una luce straordinariamente soave; quel suo volto divino oltre il solito accesso; Egli  è pronto in una estasi d'amore! Rivolto agli Apostoli , con una voce commossa e affettuosa dice loro: "Ho desiderato ardentemente  di mangiare questa Pasqua con voi prima di partire...". "Non si turbi però il cuore vostro e non tema, perchè non vi lascerò orfani, ma sarò con voi sino alla consumazione dei secoli". E finita la cena Pasquale prese il pane benedetto lo porge ai suoi: "Prendete e mangiate: questo è il mio corpo!". E la sostanza del pane si cangiò nel suo adorabile corpo. Poi prese il calice, e rese le grazie, disse: "Prendete e bevete: questo è il mio sangue, il sangue della nuova alleanza, che deve essere sparso per voi in remissione dei peccati". E la sostanza del vino si mutò nel suo sangue preziosissimo.


Ma la carità di questi divino Amante, figliuola mia, non è ancora al colmo. Egli volle che non solo i presenti fosse partecipi d'un dono sì grande, ma ancora tutti i suoi seguaci nei secoli avvenire. La sua parola: "Fate questo in memoria di me"; assicura l'universalità del dono attraverso tutti i luoghi e tutti i tempi. Egli ha dato compimento alla brame amorose del suo Cuore santissimo, che pure aveva detto di trovare le suo delizie con figli degli uomini. La SS. Eucaristia non è solamente un compendio degli altri suoi doni, ma è un dono nuovo singolarissimo della sua immensa carità per noi perchè Gesù, dandosi in cibo e bevanda dell'uomo, con lui s'immedesima  mediante l'unione la più perfetta che possa avverarsi fra le creature ed il Creatore; insieme con la santissima umanità gli dà i meriti infiniti acquistati su questa terra; gli dà la sua divinità con i tesori immensi della sua sapienza, della sua Onnipotenza, della sua bontà.
Vi benedico in Gesù.


domenica 4 settembre 2011

AMAMI COME SEI
(Gesù parla a un’anima)

“Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo: - so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: “Dammi il tuo cuore, amami come sei...”. 

Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami come sei. In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami... come sei.., 

Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai. Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore ? non sono io l'Onnipotente ?. E se ml piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore? Figlio mio, lascia che Ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore.

Amo in te anche la tua debolezza, amo l'amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: “Gesù ti amo”. Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo talento. Una cosa sola m'importa, di vederti lavorare con amore. Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che ali­menterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai ... perché ti ho creato soltanto per l'amore. 

Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allegare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, morresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia. Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l’azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia… 

Non ti preoccupare di non possedere virtù: ti darò le mie. Quando dovrai soffrire, ti darò la forza. Mi hai dato l’amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare… Ma ricordati… amami come sei… Ti ho dato mia Madre; fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro. Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all’amore, non mi ameresti mai… Va…”    
  


                                                                                                             tratto dal sito: preghiereagesuemaria

domenica 17 luglio 2011

COME DIALOGARE CON IL PADRE


Quando vorrò trovanti ti cercherò sempre nel silenzio del mio cuore (Santa Gemma).

«Ed ecco che, d'un tratto, sei divenuto qualcuno». Queste parole di Claudel al momento della sua conversione potrebbero ugualmente convenire alla pre­ghiera cristiana. Spesso ti domandi che cosa si debba dire o fare durante l'orazione e metti in opera tutte le risorse della tua persona: ma tutto ciò non esprime l'intimo di te stesso. La preghiera è innanzi tutto un'esperienza di essere e di presenza.

 Quando incontri un amico, sei, s'intende, interessato a quanto dice, pensa o fa, ma la tua vera gioia è di essere là, davanti a lui e di sperimentare la sua presenza. Più l'intimità con lui sarà completa, più le parole diventeranno inutili o persine d'impaccio. Ogni amicizia che non ha conosciuto questa esperienza di silenzio è incompleta e lascia insoddisfatti. Lacordaire diceva: «Beati due amici che sanno amarsi abbastanza da poter tacere insieme».

In fondo, l'amicizia è il lungo apprendistato di due esseri che si rendono familiari reciprocamente. Vogliono lasciare l'anonimato dell'esistenza per divenire unici, l'uno per l'altro: «Se tu mi addomestichi, avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo. Io sarò per te unico al mondo». Improvvisamente ti accorgi che l'altro è divenuto qualcuno per te e che la sua presenza ti appaga al di là di ogni espressione.

La parabola dell'amicizia può aiutarti a capire un poco il mistero della preghiera. Finché non sei stato sedotto dal volto di Dio, la preghiera è ancora in te qualche cosa di esteriore, è imposta dal di fuori, ma non è quel faccia a faccia nel quale Dio è divenuto qualcuno per te.
La via della preghiera sarà aperta per te il giorno nel quale farai realmente l'esperienza della presenza di Dio. Ti posso descrivere l'itinerario di questa esperienza, ma al termine della descrizione sarai ancora alla soglia del mistero. Non potrai esservi ammesso che per grazia e senza alcun merito da parte tua.

Non puoi ridurre la presenza di Dio a uno «stare lì», a uno stare di fronte fatto di curiosità, di giustapposizioni, di asservimento o di necessità: essa è una comunione, ossia un uscire da te verso l'altro. Una condivisione, una «Pasqua», un passaggio di due «io», nell'intimo di un «noi», che è insieme dono e accoglienza.

La presenza a Dio suppone dunque una morte a te stesso, nella pretesa che ti spinge senza tregua a porre le mani sulle persone del tuo ambiente, per appropriartene. Accedere alla vera presenza di Dio, è fare una breccia nel tuo io, è aprire una finestra su Dio, di cui lo sguardo è l'espressione più significativa. E tu sai bene che, in Dio, guardare è amare (san Giovanni della Croce, Cantico Spirituale, 33,4). Nell'orazione, lasciati sedurre da questa presenza, poiché tu sei stato «scelto per essere santo e immacolato al suo cospetto nella carità» (Ef 1, 4). 


Che tu ne abbia coscienza o no, questa vita alla presenza di Dio è reale, è dell'ordine della fede. È un esistere l'uno per l'altro, un faccia a faccia reciproco nell'amore. Le parole diventano allora sempre più rare: a cosa serve ricordare a Dio quello che già sa, se ti vede nell'intimo e ti ama? La preghiera è vivere intensamente questa presenza, e non pensarla o immaginarla. Quando lo crederà opportuno, il Signore te la farà sperimentare al di là di ogni parola, e tutto quello che potrai allora dirne o scriverne, ti sembrerà insignificante o ridicolo.
Ogni dialogo con Dio suppone sullo sfondo questo scenario della presenza. 

Dal momento che ti sei stabilito in profondità in questo faccia a faccia in cui guardi Dio gli occhi negli occhi, puoi servirti di qualsiasi altro registro nell'orazione: se è in accordo con questa nota principale e fondamentale, tu sei veramente in preghiera. Ma puoi anche intravedere questa presenza a Dio con tre ottiche differenti, che ti fanno penetrare sempre di più nello spessore di questa realtà. 

Essere presente a Dio è essere davanti a lui, con lui e in lui. Sai bene che in Dio non vi è né di fuori né di dentro, ma un solo essere sempre in atto; da un punto di vista umano si può vedere questo atteggiamento sotto varie angolature. Non dimenticare mai che se tu puoi dialogare con Dio è perché egli ha voluto dialogare con te. Il triplice atteggiamento dell'uomo corrisponde dunque a un triplice volto di Dio nella Bibbia: il Dio del dialogo è il Santo, l'Amico e l'Ospite.  (Jean Lafrance)

venerdì 8 luglio 2011

Devozione rivelata tramite la serva di Dio

                        Teresa Higginson (1844-1905)
   
  Nostro Signore mi ha fatto sentire che questa devozione                                                                                             sarà come il seme di senapa".



Questa devozione fu insegnata da Gesù alla serva di Dio e stigmatizzata Teresa Higginson (1844-1905) promettendo benedizioni e grazie grandissime a coloro che la pregano ogni giorno e la diffondono. La festa del Sacro Capo di Gesù è posta il venerdì seguente la festa del Sacro Cuore ed è riassunta nelle seguenti parole dette dal Signore Gesù alla Serva di Dio il 2 Giugno 1880:

"Vedi, o figlia prediletta, sono rivestito e schernito come un pazzo nella casa dei miei amici, sono messo in derisione, Io che sono Dio di Sapienza e di Scienza. A Me, Re dei re, l’Onnipotente, si offre un simulacro di scettro. E se vuoi contraccambiarmi, non potresti fare di meglio che dire che si faccia conoscere la devozione su cui ti ho così sovente intrattenuta.
Desidero che il primo venerdì seguente la festa del mio Sacro Cuore sia riservato come giorno di festa in onore del mio Sacro Capo, quale Tempio della Divina Sapienza e mi sia offerta una pubblica adorazione per riparare a tutti gli oltraggi e peccati che vengono continuamente commessi contro di Me." E ancora: "E' immenso desiderio del mio Cuore che il mio Messaggio di salvezza sia propagato e conosciuto da tutti gli uomini."
In altra occasione Gesù disse: "
Considera l'ardente desiderio che provo di vedere il mio Sacro Capo onorato, così come ti ho insegnato." Per capire meglio riportiamo alcuni stralci degli scritti della mistica inglese al suo Padre spirituale:
 
"Nostro Signore mi mostrava questa Divina Sapienza come potenza direttrice che regola moti ed affetti del Sacro Cuore.  Mi ha fatto capire che al Sacro Capo di nostro Signore devono essere riservate adorazioni e venerazioni speciali, in quanto Tempio della Divina Sapienza e potenza direttrice dei sentimenti del Sacro Cuore. Nostro Signore mi ha mostrato anche come il Capo sia il punto di unione di tutti i sensi del corpo e come questa devozione non sia solo il complemento, ma anche il coronamento e la perfezione di tutte le devozioni. Chiunque venererà il suo Sacro Capo attirerà su di sé i migliori doni del Cielo.


Nostro Signore ha detto inoltre: "Non vi scoraggiate delle difficoltà che sopraggiungeranno e delle croci che saranno numerose: Io sarò il vostro sostegno e la vostra ricompensa sarà grande. Chiunque vi aiuterà a propagare questa devozione sarà mille volte benedetto, ma guai a coloro che la rifiuteranno od agiranno contro il Mio desiderio al riguardo, perché li disperderò nella mia collera e non vorrò più sapere ove siano. A quelli che mi onoreranno darò dalla mia Potenza. Io sarò il loro Dio e loro Miei figli. Metterò il Mio Segno sulle loro fronti e il mio Sigillo sulle loro labbra."
 ( Sigillo = Sapienza)





Preghiera al Sacro Capo di Gesù

O Sacro Capo di Gesù, Tempio della Divina Sapienza,
che guidi tutti i moti del Sacro Cuore,
ispira e dirigi tutti i miei pensieri, le mie parole, le mie azioni.
Come Tu hai promesso,
                                                sii il Rimedio contro i grandi flagelli del nostro tempo:                                     
l’orgoglio  intellettuale e l’infedeltà.
Per le Tue Sofferenze, o Gesù,
per la Tua Passione dal Getsemani al Calvario,
per la Corona di spine che straziò la Tua Fronte ,
per il Tuo Sangue Prezioso, per la Tua Croce ,
per l’amore ed il dolore di Tua Madre,
fai trionfare il Tuo Desiderio per la Gloria di Dio,
la salvezza delle anime e la gioia del Tuo Sacro Capo
(Teresa Higginson)



3 Padre Nostro.
1 Ave Maria.
1 Gloria al Padre

 

"O Maria, ti imploro per tutto l'amore e gli omaggi da Te offerti a questo Tempio della Divina Sapienza, davanti al quale i Cherubini ed i Serafini si prostrano  in adorazione tremanti di timore e di amore, per questo Sacro Capo che sì sovente stringesti al Tuo Cuore Immacolato e facesti  riposare sul Tuo Seno!
O Maria, o Giuseppe, o Cori degli Angeli e Gloriosa Assemblea dei Santi, levate in alto, ora, i vostri spiriti, i vostri cuori e le vostre mani verso l’Adorabile Trinità e supplicate il Santo dei Santi di rivolgere i sui occhi su queste calde gocce vermiglie di valore infinito del Sangue Prezioso di Nostro Signore, che obbedirono agli ordini della Sua Divina Sapienza; chiedetegli, per la sua obbedienza sino alla morte, per la Sapienza e l’Amore da Lui testimoniati alle Sue creature, di levarsi e spandere questa Luce su tutta la terra.
Ove saremmo senza la sua Sapienza ed il suo Amore infiniti? Nel nulla, dal quale Egli trasse tutte le cose. Che tutte le creature, dunque, riconoscano, lodino, benedicano ed amino questa Sapienza ed adorino il Sacro Capo di Gesù come Suo Tempio!”.



 3 Padre Nostro.
1 Ave Maria
1 Gloria.








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