martedì 14 giugno 2011

S.Gertrudre di Helfa


La seconda metà del secolo XIII è illuminata dalla mistica germanica la grande Gertrude di Helfta. L'appellativo rappresenta un fiore deposto lungo o al termine del suo cammino ascetico e mistico come omaggio spontaneo, non offerto da autorità accademiche o ecclesiastiche. Esso esalta il suo stile di vita monastica e i suoi pensieri mistici sublimi. La mistica della monaca sassone si incanala ed eleva nell'incontro con il Cristo Verbo incarnato. 

Una angolazione cristologica che tramite Gertrude si viene delineando è - altra centralità - il cuore di Cristo, articolata anche in una forma iniziale di "teologia del cuore". Nel monastero di Helfta la benedettina Gertrude diventa custode delle rivelazioni, inventrice dei suoi singolari esercizi. Tali esperienze passano nella memoria scritta in lingua germanica primitiva e diventano fonte anche dell'indagine per conoscere le sue visioni del Volto di Cristo. Sono frequenti le soste accanto o davanti o in estatica contemplazione del Volto di Cristo e alquanto abbondanti i resoconti letterari.

Il Cristo deformato nella passione e dunque anche il Volto sfigurato sono le icone tra le più raffigurate nella memoria visiva e narrativa della monaca Gertrude. Una rivelazione si fa presente durante il carnevale la domenica di quinquagesima (secondo il calendario liturgico allora vigente). Il Cristo viene a chiedere riparazione al suo cuore palpitante di amore verso gli uomini, il cuore dei quali si compiace in piaceri e dilettazioni terrene e carnali: sono le parole - qui parafrasate - percepite sulle labbra del Signore dalla santa mistica. In questo contesto descrive la visione del sembiante del Cristo straziato nella passione, sostando nella compassione su qualche dettaglio del volto.

"Verso l'ora terza il Signore Gesù le apparve com'era quando venne legato alla colonna per essere flagellato, in mezzo a due aguzzini di cui uno lo colpiva con due rami spinosi e l'altro con due nodosi flagelli. Tutti e due lo colpivano sul viso, così che il suo santo volto ne era talmente sfigurato da spezzarle il cuore […] Nessuno mai, essa [Gertrude] pensava, era stato ridotto al deplorevole stato nel quale il Signore le appariva in quel momento. La parte infatti del volto che era colpita dalle spine era talmente lacerata che l'occhio stesso appariva ferito ed aperto, mentre l'altra parte era livida e gonfia per i colpi del flagello. Nell'eccesso del dolore il Signore rivolgeva il viso; ma non si sottraeva così ad uno dei carnefici se non per essere colpito più crudelmente dall'altro.

Volgendosi allora verso di lei, il Signore le disse: "Non hai forse letto ciò che è scritto di me: vidimus eum tamquam leprosum? " "Ah, Signore" - essa rispose - "e come potrei calmare i crudeli dolori del tuo dolce volto? " Il Signore rispose: "Chi si sentirà tocco di amore meditando la mia passione e pregherà per i peccatori, lenirà soavemente ogni mia sofferenza"" (Rivelazioni, 1,4, cap. 15).
La Mistica Gertrude si premura di palesare altresì il simbolismo celato nella figura dei flagellatori: l'energumeno con il mannello di spine raffigura i laici che peccano pubblicamente; l'aguzzino con il randello rappresenta certi religiosi che peccano contro l'osservanza. Il monito è rapportabile all'ansia di riforma in atto nella Chiesa duecentesca, ad opera prevalentemente dei monaci (istituzione ascetica altomedioevale) e dei frati (i mendicanti di scaturigine allora contemporanea).
 
L'icona del Cristo sfigurato nella passione è un leit-motiv, ma non un assoluto né una continuativa unicità. In preparazione alla festa dell'ascensione d'un anno imprecisato, Gertrude sta lenendo le piaghe del Signore mediante l'esclamazione "Gloria a te, soavissima, dolcissima, benignissima, nobilissima, regale, fulgida e sempre tranquilla giocondissima e gloriosissima Trinità per le vermiglie piaghe del mio unico diletto [il Signore Gesù]" tante volte quante erano le piaghe di lui, ben 5.466 secondo quanto conteggiato dall'altra mistica di Helfta, la sua consorella Matilde di Hackeborn (1241-1299). Ed ecco che si presenta il Signore, piagato ma in sembiante rasserenato, "più bello di tutti gli angeli", onusto di fiori dorati su ognuna delle numerosissime piaghe. Resta indelebile, commossa impressione il volto amabile con il quale il Signore saluta la sua fedele amica.
  
 “CRISTO, VITA DELLA MIA VITA”

“O vita della mia vita, possano gli affetti del mio cuore
accesi dalla fiamma del tuo amore, unirmi intimamente a Te.
Possa la mia anima essere come morta
riguardo a tutto ciò che potrebbe cercare all’infuori di Te.
Tu sei lo splendore di tutti i colori, la dolcezza di tutti i sapori,
la fragranza di tutti i profumi, l’incanto di tutte le melodie,
la tenerezza dolcissima dei più intimi amplessi.
In Te si trova ogni delizia, da Te scaturiscono acque copiose di vita, a Te attira un fascino dolcissimo,
per Te l’anima si riempie degli affetti più santi.
 Tu sei l’abisso straripante della Divinità,
o Re, nobilissimo tra tutti i re,
o Sovrano eccelso, o Principe chiarissimo,
o Signore mitissimo, o Protettore potentissimo.
O Gemma nobilissima di vivificante umanità.
O Creatore di tutte le meraviglie.
O Maestro dolcissimo, o Consigliere sapientissimo,
o Soccorritore benignissimo, o Amico fedelissimo.
Tu unisci in Te tutti gli incanti di un’intima dolcezza.
Tu accarezzi con soavità, ami con dolcezza,
prediligi con ardore, o Sposo dolcissimo e gelosissimo.
Tu sei un fiore primaverile di pura bellezza,
o Fratello mio amabilissimo, pieno di grazia e di forza,
o Compagno giocondissimo, Ospite liberale e generosissimo.
Io preferisco Te ad ogni creatura,
per Te rinuncio ad ogni piacere,
per Te sopporto ogni avversità,
non cercando in ogni cosa che la tua lode.
Col cuore e con la bocca confesso che Tu sei il Principio di ogni bene...”.
( Santa Gertrude - Dalle Rivelazioni, Libro III, Cap. LXVI)


O Padre Santo, tu, per mezzo di Gesù,
mi hai rigenerato a vita nuova
nell'acqua e nello Spirito Santo.
Concedimi, ti prego, mio Signore,
la completa remissione dei peccati
e il dono dello Spirito, per la vita eterna.
O Gesù, sole di giustizia,
rivestimi di te, perché io possa vivere sempre secondo la tua volontà.
O Gesù, luce senza tramonto,
accendi in me la lampada ardente
del tuo amore infinito.
Aiutami, Signore mio e Dio mio,
a custodire in modo irreprensibile
la veste candida del mio battesimo.
Così, quando mi chiamerai a te, avrò in dono la gioia senza fine della vita eterna
e l'incanto divino del tuo Volto.
(Santa Gertrude)

Per la riparazione 
CORONCINA AL VOLTO SANTO

Sui grani grossi della Corona si recita la seguente preghiera:
  O Eterno Padre, Ti offro i meriti e le sofferenze del Santo Volto del tuo Figlio Gesù.
Versa il suo Sangue prezioso in ogni anima e in ogni cuore. Sia Esso balsamo e olio di consolazione: per lenire e risanare le ferite da ogni infermità nelle anime e nei corpi.
O Eterno Padre, abbi misericordia di tutte le anime.


Sui grani piccoli della Corona si recita la seguente preghiera:
 O Gesù, ogni palpito ed ogni respiro dei nostri cuori, siano mille atti d’amore, di lode e di riparazione al tuo Santo Volto.

Alla fine
 O Gesù, Santo, Santo, Santo! Benedici e santifica tutte le anime che Ti onoreranno e Ti glorificheranno. Uniscimi a tutte le persone che, in spirito di riparazione anche con questa Coroncina leniscono le Tue sofferenze.

  Invocazioni
Signore pietà, Signore pietà
Cristo pietà, Cristo pietà
Signore pietà, Signore pietà
Santo Volto di Gesù, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, compiacenza perfetta del Padre, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, opera divina dello Spirito Santo, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, splendore del paradiso, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, gioia e letizia degli angeli, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, gioia e premio dei santi, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, sollievo dei sofferenti, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, rifugio dei peccatori, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, speranza e conforto dei moribondi, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, terrore e sconfitta dei demoni, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, che ci liberi dall'ira divina, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, che ci hai dato la legge dell'amore, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, che esigi da noi la carità fraterna, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, assetato della salvezza di tutti gli uomini, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, bagnato di lacrime d'amore, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, coperto di fango e di sputi per noi, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, rigato di sudore e di sangue, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, schiaffeggiato e deriso, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, trattato da vilissimo schiavo, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, schernito dai tuoi accusatori, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, che hai pregato per i tuoi crocifissori, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, segnato dal pallore dei morenti, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, reclinato esangue sul petto, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, pianto dalla Madre dei dolori, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, deposto velato nella tomba, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, sfolgorante di gloria il mattino di Pasqua, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, illuminato di bontà nel manifestarti risuscitato agli apostoli, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, raggiante di luce e di gloria, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, glorioso nell'ascensione al cielo, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, nascosto nell'umiltà del mistero eucaristico, abbi pietà di noi
Santo Volto di Gesù, rivestito di gloria quando verrai per il giudizio finale, abbi pietà di noi
Santa Maria, abbi pietà di noi
Santa Madre di Dio, abbi pietà di noi
Santa Vergine delle vergini, abbi pietà di noi

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, esaudiscici, o Signore.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore.

Preghiamo
 Signore Gesù Cristo, il cui Sacratissimo volto, nascosto nella passione, rifulge come il sole nel suo splendore, concedici propizio che, partecipando qui in  terra ai tuoi dolori,possiamo poi esultare in cielo, allorché ci sarà svelata la tua gloria. Tu sei Dio e vivi e regni con Dio Padre, nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

lunedì 13 giugno 2011

Messaggi a Fatima



Nella primavera del 1916 i tre pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta, mentre si trovavano sulle pendici del monte Cabeco, in un terreno di proprietà dei loro genitori per attendere al loro gregge, dopo aver consumato la merenda e recitato il rosario, giocavano allegri. Improvvisamente un forte vento cominciò a scuotere gli alberi. La figura di un giovane, di quattordici o quindici anni, più bianco della neve, come se fosse di luce e di una straordinaria bellezza, veniva verso di loro e, arrivato accanto disse: ‘Non abbiate paura! Sono l’Angelo della Pace. Pregate con me’ e inginocchiatosi per terra , curvò la fronte fino a toccare il suolo e fece ripetere ai tre bambini queste parole: 


‘ Mio Dio! Credo, adoro,spero e vi amo! Vi chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non vi amano’ Poi, alzandosi, disse:’ pregate così. I Cuori di Gesù e di Maria stanno attenti alle vostre suppliche’ Sr Lucia, nel libro ‘Appelli del Messaggio di Fatima’ : ‘ il primo appello che Dio qui ci manda attraverso il suo rappresentante è un appello alla Fede: 
Mio Dio, io credo 


Suor Lucia racconta dell'Angelo Custode, quando intorno al 1914 o 1915, mentre era intenta, insieme ad altre bambine, ad accudire il suo gregge, sulla costa del Monte do Cabeco, una nuvoletta che aveva le sembianze umane, era scesa dal firmamento e passava davanti a loro , come se volesse attirare la loro attenzione e affascinare il loro sguardo. L’apparizione si ripetè varie volte.
La piccola Lucia non desiderava tanto parlarne, si limitava a rispondere solo alle domande che le venivano fatte ma nel suo intimo era convinta che si trattasse dell’Angelo Custode.
Lei stessa scrive nel libro Appelli del Messaggio di Fatima: ‘ Fin’ora non ho voluto parlare di queste apparizioni più di quanto non fosse indispensabile per rispondere a qualche domanda. Oggi però lo faccio per dirvi che l’esistenza degli Angeli Custodi è certa, che sono stati creati da Dio per servirlo, adorarlo e amarlo; come è certo che Dio, nella sua grande bontà e misericordia ha destinato ad ognuno di noi un Angelo che ci guida e custodisce.’


la primavera del 1916 i tre pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta, mentre si trovavano sulle pendici del monte Cabeco, in un terreno di proprietà dei loro genitori per attendere al loro gregge, dopo aver consumato la merenda e recitato il rosario, giocavano allegri. Improvvisamente un forte vento cominciò a scuotere gli alberi. La figura di un giovane, di quattordici o quindici anni, più bianco della neve, come se fosse di luce e di una straordinaria bellezza, veniva verso di loro e, arrivato accanto disse: ‘Non abbiate paura! Sono l’Angelo della Pace. Pregate con me’ e inginocchiatosi per terra , curvò la fronte fino a toccare il suolo e fece ripetere ai tre bambini queste parole: ‘ Mio Dio! Credo, adoro,spero e vi amo! Vi chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non vi amano’ Poi, alzandosi, disse:’ pregate così. I Cuori di Gesù e di Maria stanno attenti alle vostre suppliche’ Sr Lucia, nel libro ‘Appelli del Messaggio di Fatima’ : ‘ il primo appello che Dio qui ci manda attraverso il suo rappresentante è un appello alla Fede: Mio Dio, io credo 


Secondo appello del Messaggio è: Adoro.



Questo appello, scrive suor Lucia nel libro “Gli Appelli del Messaggio di Fatima”, richiama la nostra attenzione sul Primo 
Comandamento di Dio: “Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all’infuori di Me”
Il modo in cui dobbiamo adorare Dio, Gesù ce lo insegna nel Vangelo: “Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità". (Gv 4,23-24)
L’adorazione si fonde con l’amore, la riconoscenza, la gratitudine che dobbiamo a Dio.
Adoriamo Dio con fede, perché crediamo in Lui, benediciamolo e rendiamogli grazie con amore, perché sappiamo che è stato per amore che Egli ci ha creati, che è per amore che ci mantiene in vita e che è sempre per amore che ci ha destinati a partecipare alla sua stesa Vita.
 

Terzo appello del Messaggio è: Spero.



Tutta la nostra speranza deve essere riposta nel Signore, perché è l’unico vero Dio, che ci ha creati con amore eterno e ci ha redenti inviandoci il suo stesso Figlio Gesù Cristo, Dio e uomo vero, che ha sofferto ed è morto per la nostra salvezza.
Suor Lucia, in “Gli Appelli del Messaggio di Fatima” per spiegarci i motivi della nostra speranza, cita il Vangelo di San Giovanni “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la Vita eterna.”
Agli Apostoli che lottavano con il mare e con il vento, Gesù venne incontro, salì sulla barca e subito il mare si calmò.(cfr Mc 6,46-56)
Le parole che il Signore disse agli Apostoli valgono anche per tutti noi: “Coraggio, sono io, non temete.” In mezzo alle tempeste che si agitano nella vita forse tutto ci spaventa. Ma se sapremo sollevare il nostro sguardo verso Cristo, vedremo che accanto a noi c’è Lui e avremo la felicità di ascoltare nell’intimo del nostro cuore, il suono armonioso della sua voce che ci dice in confidenza: “Sono io, non temete!”



Quarto appello del Messaggio: Vi amo.



Abbiamo verso Dio un debito di amore eterno, e solo nel prolungamento dei secoli potremo soddisfare questo debito, senza mai saldarlo completamente, perché l’amore di Dio va avanti e si prolunga con sempre maggiore intensità. Perciò nulla e nessuno merita quanto lui la corrispondenza del nostro amore.
E’ stato l’amore che ha portato Dio a crearci, a redimerci, inviando suo Figlio, che si è offerto come vittima di espiazione , per pagare per noi, per riparare ai nostri peccati.
Se Dio non ci avesse amati non esisteremmo; saremmo rimasti nel nulla. E’ dunque un dovere di gratitudine, di riconoscenza, di giustizia e di diritto, amare Dio sopra ogni cosa, ripagare amore con amore. Questo nostro amore deve essere sincero, gioioso e non privo di sacrificio.



Quinto appello del Messaggio: Vi chiedo perdono.


Tutti noi abbiamo bisogno di ottenere il perdono di Dio per la nostra poca fede che spesso è debole, per la nostra speranza, che spesso è spenta, per la nostra carità, che spesso è fredda e insensibile, e per la nostra adorazione che spesso è fiacca! 
Così scrive suor Lucia nel libro “Appelli al Messaggio di Fatima”.
Il Messaggio dell’Angelo infatti, ci invita a chiedere il perdono, per noi e per i nostri fratelli:
“Vi chiedo perdono”.
Gesù, nella preghiera del “Padre Nostro” ci insegna che per ottenere il perdono, dobbiamo, anche noi, perdonare i nostri fratelli.
Dio è buono e misericordioso ed è sempre pronto a perdonarci, purchè veda in noi il pentimento e lo sforzo di cambiare vita, per lasciare la strada del peccato e scegliere quella della grazia.
Dobbiamo imparare bene cosa sia la misericordia e il perdono degli altri, - scrive ancora suor Lucia - che devono sbocciare dal nostro cuore come frutto dell’amore che dobbiamo a Dio, e al prossimo per amore di Dio, come sboccia l’amore dal cuore di Dio per noi.



Quarto appello del Messaggio. Pregate! Pregate molto!



Questo appello ha avuto luogo nella seconda apparizione dell’Angelo.
“Pregate, pregate molto!, dice l’Angelo ai bambini: I Cuori di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all’Altissimo preghiere e sacrifici.
Questo appello ci rinnova il richiamo di Gesù: “Vegliate e pregate” (Mt 26,41).
La preghiera è necessaria a tutti. Possiamo pregare in molti modi: Con la preghiera vocale, con la preghiera mentale e persino facendo del nostro lavoro una preghiera. Dice suor Lucia: “ Durante il compimento dei nostri doveri dobbiamo cercare di renderci conto della presenza di Dio: pensare che Dio e il nostro Angelo Custode sono accanto a noi e vedono ciò che facciamo e le intenzioni con le quali agiamo. Dobbiamo perciò santificare il nostro lavoro, il nostro riposo, il nostro nutrimento, le nostre divagazioni oneste, come se fossero un’orazione permanente. Sapendo che Dio è presente, ci basta ricordarlo e ogni tanto rivolgergli qualche parola: sia d’amore – Ti amo Signore!- sia di ringraziamento – Grazie Signore, per tutti i tuoi benefici! – sia di supplica – Signore, aiutami ad esserti fedele! Perdona i miei peccati, le mie ingratitudini, le mie freddezze, le mie incomprensioni, le mie scivolate – sia di lode – Ti benedico Signore, per la tua grandezza, per la tua bontà, per la tua sapienza, per il tuo potere, per la tua misericordia, per la tua giustizia, per il tuo amore”.



Settimo appello del Messaggio: Offrite costantemente all’Altissimo orazioni e sacrifici



L’Angelo di Fatima, con il suo Messaggio, ci chiede di offrire sacrifici a Dio, in atto di riparazione per i peccati con cui Egli viene continuamente offeso dai nostri peccati.
Non mancano le occasioni nella nostra vita, per di offrire sacrifici di beni spirituali, intellettuali, morali, fisici, materiali. L’importante è averne la disposizione del cuore. Essere capaci a sacrificarci, dice suor Lucia, quando questo è richiesto dall’adempimento del nostro dovere verso Dio, verso il prossimo e verso noi stessi, e ancora di più quando questo è richiesto per non trasgredire a nessuno dei Comandamenti di Dio, la rinuncia a tutto ciò che ci può portare al peccato. Da questo sacrificio dipende la nostra salvezza eterna.
Questa è la porta stretta del Vangelo, dalla quale dobbiamo passare per arrivare in Paradiso.
Come i tre pastorelli, potremo fare tante piccole e grandi rinunce, della gola, della vanità, nel sopportare le contrarietà della vita per amore di Dio.



Ottavo appello del Messaggio: “Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro delitti e consolate il vostro Dio”


Gesù è rimasto nell’Eucarestia per essere il nostro alimento spirituale che sostiene in noi la vita soprannaturale: “ Io sono il pane della vita, (…) Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6, 48).Per nutrirci di questo pane dobbiamo essere in grazia di Dio.Nell’Eucaristia Gesù è vivo. Attraverso la fede sappiamo che è il Verbo di Dio, crediamo nella sua Parola e nella sua Chiesa. Attraverso la partecipazione al suo Corpo e al suo Sangue diventiamo una sola cosa con Lui.Gesù, presente nei nostri altari, è anche Vittima che si offre al Padre per i nostri peccati. La Santa Messa è la rinnovazione incruenta del Sacrificio della Croce. Nella solitudine e nel silenzio delle nostre chiese, nonostante sia, da molti, disprezzato e oltraggiato, Gesù continua a offrirsi al Padre, per noi. Maria, madre di Gesù e madre della Chiesa, suo Corpo Mistico, veglia su di noi, dispensando la sua protezione materna. Uniamo le nostre umili preghiere con quelle della Madonna, affinchè Lei le rivolga al Padre, in Gesù suo Figlio.o Appello del Messaggio: “ Santissima Trinità, Padre, Figlio, Spirito Santo,vi adoro profondamente”

Il Messaggio ci invita ad adorare la Santissima Trinità: Un solo Dio in tre Persone distinte: Il Padre il Figlio e lo Spirito Santo. Questo grande mistero della nostra fede ci è stato rivelato dalla Sacra Scrittura ma solo in Cielo potremo comprenderlo pienamente.
E’ una grazia immensa poter conoscere Dio attraverso la fede. Poterlo conoscere anche se in modo limitato , proprio della nostra capacità umana, è una grazia di inestimabile valore.
Conoscerlo come Padre che ci ha creati, come uomo e Dio che ci ha redenti, come Spirito che ci guida nelle vie della verità e dell’amore.
I

l mondo materialista non conosce Dio e nemmeno comprende la vita spirituale l’inabitazione in noi della Santissima Trinità. Ignora l’insondabile ricchezza che in essa si racchiude. Coloro che cercano la felicità nelle cose materiali,nella ricchezza, nel potere, nei piaceri sensuali, non la trovano perché la cercano dove non esiste. Siccome la strada è quella sbagliata, più la seguono e più si allontanano dalla felicità.Dio è l’unico Essere in cui sta la felicità per la quale ci ha creati. Lasciamoci trovare da Dio, come la pecorella smarrita.


Undicesimo appello del Messaggio: La Devozione al Cuore Immacolato di Maria


Dio, scrive suor Lucia nel libro “ Gli Appelli del Messaggio di Fatima” vuole stabilire nel mondo, la devozione al Cuore Immacolato per portare le persone ad una piena consacrazione di conversione e donazione, una intima stima, venerazione e amore.Tutti sappiamo cosa rappresenta, in una famiglia, il cuore della mamma: è l’amore! È l’amore infatti che porta la madre a vegliare accanto alla culla del figlio, a sacrificarsi, a darsi, a correre in difesa del figlio.Tutti i figli confidano nel cuore della madre, e tutti sanno di avere in esso un luogo di intima predilezione. Lo stesso avviene con la Vergine Maria. Così dice il Messaggio: “ Il mio Immacolato Cuore sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio”.
Il Cuore di Maria è quindi, per tutti i suoi figli, il rifugio e la via verso Dio.


Decimo appello del Messaggio: La recita quotidiana del santo Rosario

Nostra Signora conclude il messaggio del 13 maggio 1917 dicendo: “Recitate il Rosario tutti i giorni, per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra.”
Tutte le persone di buona volontà, scrive suor Lucia, possono e devono, ogni giorno recitare il rosario. E perché? Per metterci in contatto con Dio, per ringraziarlo dei suoi benefici e chiedergli le grazie di cui abbiamo bisogno.
Dato che tutti abbiamo bisogno di pregare, Dio chi chiede una preghiera che è alla nostra portata.
La preghiera del rosario può essere alla portata di tutti. Si può fare sia in comune con altre persone, sia da soli. Sia in chiesa di fronte al Santissimo, sia in famiglia, i genitori insieme ai figli.
Sia per strada, sia in viaggio, sia da sani che da ammalati e….non mancherà ad alcuno l’occasione.
La nostra giornata ha ventiquattro ore….non sarà poi tanto se riserviamo un po’ di tempo al Signore per una intima conversazione con Lui.
Il rosario costituirà un mezzo poderoso per aiutarci a mantenere la fede, la speranza e la carità.
Il rosario o corona, conclude suor Lucia, è la preghiera che Dio, attraverso la sua Chiesa e Nostra Signore, ci ha raccomandato con maggiore insistenza, a tutti in generale, come via e porta di salvezza: “Recitate il rosario tutti i giorni” ( Nostra Signora, 13 maggio 1917)



Undicesimo appello del Messaggio: Appello alla considerazione della Vita Eterna


Dio, nel creare l’uomo a sua immagine e somiglianza “ A immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò” (Gn 1,27)  lo ha destinato alla vita eterna.
Nella Sacra Bibbia abbondano i passi che ci parlano della vita eterna.
Nel Messaggio di Fatima la Madonna, dopo aver mostrato ai pastorelli  l’orribile visione dell’inferno, indica come via di salvezza la devozione al suo Immacolato Cuore e dice:
“Se farete ciò che vi dirò si salveranno molte anime e avranno pace”
Cosa dice Nostra Signora?
Suor Lucia, nel libro “ Gli Appelli del Messaggio di Fatima”  dice che il “Comandamento di Maria”lo troviamo  scritto nel capitolo delle “Nozze di Cana” nel Vangelo di Giovanni: Maria, indicando Gesù dice ai servi: “ Fate quello che vi dirà”. I servi obbedirono e Gesù trasformò l’acqua in vino. (Cfr GV 2,1-10).
Possiamo considerare questo come Comandamento di Maria: “Fate quello che vi dirà”.
Seguendo questa indicazione della Madonna i servi meritarono di vedere il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino;  fecero ciò che Maria ordinò loro e seguirono la Parola di Gesù.
Questa è la via della salvezza: ascoltare la Parola di Dio e seguirla.


Dodicesimo appello del Messaggio: Appello all'Apostolato

Il primo passo per il nostro apostolato, scrive suor Lucia, è la preghiera. Seguendo l’esempio di Gesù che, prima di iniziare la sua vita pubblica si ritirò per quaranta giorni nel deserto a pregare e digiunare, così anche noi non possiamo far nulla senza alimentare la nostra azione con la preghiera.
Senza una vita di preghiera e il contatto continuo con Dio, l’apostolato non dà frutto.
Tutti abbiamo una missione da compiere, che Dio ci ha affidato. Tutti siamo responsabili del nostro prossimo.
C’è poi l’apostolato del sacrificio, cioè della rinuncia a se stessi per il bene dei fratelli, e l’apostolato della carità, che è la vita di Cristo in noi.
Gli uomini non sono stati creati estranei gli uni agli altri, ma come esseri solidali e fratelli che si amano, si aiutano e si riuniscono intorno al Padre.
Nostra Signora  ci invita a pregare e sacrificarci per gli altri, soprattutto per coloro che sono in pericolo di perdersi. “Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori, poiché molte anime vanno all’inferno perché non c’è chi si sacrifichi per loro” (Nostra Signora 19 agosto 1917)

Per approfondire sul sito indicato c'è il racconto a voce registrata del libro-catechesi di Suor Lucia, anche scaricabile, molto bello:
 http://www.reginamundi.info/madonna-di-fatima/default.asp





La Signora di tutti i popoli



LA PREGHIERA DELLA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI


La preghiera della Signora di tutti i Popoli costituisce, assieme all’immagine, il punto focale dei messaggi di Amsterdam. La Signora di tutti i Popoli ci invita a recitare questa breve ma potente preghiera almeno una volta al giorno.
“Attraverserete ancora molte vicissitudini in questo secolo. Popoli di questo tempo, sappiate che siete sotto la protezione della Signora di tutti i Popoli! Invocatela quale Avvocata e pregatela di allontanare tutte le calamità! Pregatela di bandire la corruzione da questo mondo. Dalla corruzione sorgono calamità, dalla corruzione sorgono guerre. Tramite la mia preghiera chiedete di bandire tutto ciò dal mondo! Non conoscete la potenza e l’importanza di questa preghiera presso Dio. Egli esaudirà Sua Madre, poiché ella vuole essere la vostra Avvocata”. (31 maggio 1955)



LA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI FA CONOSCERE LA PREGHIERA
Già nel primo messaggio del 25 marzo 1945, la Madre di Dio accenna alla sua PREGHIERA come se fosse già nota: “La preghiera deve essere divulgata!”. Tuttavia, solo sei anni dopo, il “Giorno di Lourdes”, l’11 febbraio 1951, in occasione di una visita in Germania, la veggente apprende questa preghiera dalla bocca della Madre, rimanendone fortemente impressionata. Ciò avviene allorché la veggente Ida Peerdeman ha la profetica visione del Concilio Vaticano Secondo. Già da sé questo fatto costituisce una chiara indicazione dell’importanza universale di questa preghiera trinitaria.

Nel messaggio, Maria richiede dapprima:
 “Che tutti ritornino alla croce; allora soltanto può esserci pace e quiete!”. (11.02.1951)
Dalle annotazioni di Ida: 
“Mentre sto ancora davanti alla croce, la Signora mi dice: ‘Ripeti quello che dico!’”. Questo è per me un po’ strano. Penso: ‘Ripeto in ogni caso sempre quello che lei mi dice’. Ma tutto ad un tratto vedo che la Signora diventa ancora più bella. La luce che sempre l’avvolge diventa più chiara e così abbagliante che quasi non la si può più guardare. Alza le mani, che normalmente tiene verso il basso, e le congiunge. Il suo viso diventa così celeste, così sublime, che non lo si può descrivere. La sua figura si fa ancora più trasparente e bella; io la guardo estasiata. Poi la Signora dice: ‘Prega così davanti alla croce: Signore Gesù Cristo, Figlio del Padre, ...’ La Signora proferisce queste parole con una devozione tale che nessuno al mondo potrebbe imitarla. 
Accentua la parola ORA nel ‘manda ora il tuo Spirito’ e TUTTI nel ‘fa abitare lo Spirito Santo nei cuori di tutti i popoli’, come pure AMEN, che pronuncia solennemente. Mi trovo sempre ancora davanti alla croce, dove ho ripetuto le parole della Signora. Ora le vedo scritte a grandi lettere:

SIGNORE GESÙ CRISTO,
FIGLIO DEL PADRE,
MANDA ORA IL TUO SPIRITO SULLA TERRA.
FA ABITARE LO SPIRITO SANTO
NEI CUORI DI TUTTI I POPOLI,
AFFINCHÉ SIANO PRESERVATI
DALLA CORRUZIONE, DALLE CALAMITÀ
E DALLA GUERRA.
CHE LA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI,
CHE UNA VOLTA ERA MARIA,
SIA LA NOSTRA AVVOCATA.
AMEN.

Solo a questo punto mi accorsi che si trattava di una preghiera. Strano è che, una volta terminato il messaggio, non dovetti mai più leggere la preghiera. Essa era rimasta impressa nella mia mente, la conoscevo e l’ho sempre recitata. Riudivo continuamente la voce della Signora. Naturalmente, io non posso pronunciarla nel medesimo tono. Nessun essere umano può pregare come lei, così bene e in modo così espressivo”.
La Signora continua: “Figlia mia, questa preghiera è così semplice e breve che ciascuno può dirla nella propria lingua davanti alla propria croce. E coloro che non hanno una croce, che la recitino interiormente. Questo è il messaggio che voglio portare proprio oggi, perché ora vengo a dire che voglio salvare le anime”. (11.02.1951)
...CHE UNA VOLTA ERA MARIA


Già il 2 luglio 1951, la Madre di Dio spiega in breve, chiaramente e semplicemente:
“Che una volta era Maria significa: molti uomini hanno conosciuto Maria come Maria. Ora però, in questa nuova epoca che sta cominciando, voglio essere la Signora di tutti i Popoli. Questo è comprensibile a tutti”.
Effettivamente, 
“molti uomini” – ossia la maggior parte dei popoli di allora e del tempo attuale – “hanno conosciuto Maria”, la Madre di Dio, solo “come Maria”, chiamandola così. Questo è un fatto. (Si pensi che solo un sesto dell’umanità è cristiano!) Ora, però, “in questa nuova epoca che sta cominciando”, Dio vuole che tutti questi popoli conoscano Maria non solo per nome, senza avere un particolare rapporto con lei, bensì che l’accolgano ed imparino ad amarla quale loro propria madre, dicendole ‘madre mia’, ‘madre nostra’, come da lei annunciato nel primo messaggio di Amsterdam:“Mi chiameranno ‘Signora’, ‘Madre’”. (25.03.1945) Dal momento che non mi limito a dire “Maria”, bensì anche “Madre”, vi è qualcosa di decisivo che cambia nella mia relazione personale nei suoi confronti!

Tuttavia, questa semplice spiegazione non soddisfa tutti. Per questo, nel 41° messaggio, sulla base della Sacra Scrittura, Maria spiega il passaggio dal nome “Maria” al titolo “SIGNORA DI TUTTI I POPOLI”. Questo riferimento al Vangelo intende essere d’aiuto soprattutto ai teologi. Va anche ricordato che in diverse lingue vi è la medesima parola per “donna” e “signora”, come in olandese (“Vrouwe”) e in tedesco (“Frau”).

“Dì ai teologi quanto segue: la Signora venne al sacrificio della croce. Il Figlio disse a sua Madre: ‘Donna, ecco tuo figlio!’ Il cambiamento avvenne dunque al sacrificio della croce. Tra tutte le donne, il Signore e Creatore scelse Miriam, Maria, affinché fosse la Madre del suo Figlio divino. Al sacrificio della croce ella divenne Corredentrice e Mediatrice. Questo fu annunciato dal Figlio, al suo ritorno al Padre. Perciò in questo tempo io porto queste nuove parole e dico: io sono la Signora di tutti i Popoli, che una volta era Maria. Dillo ai vostri teologi! Queste parole hanno per i teologi questo significato”. (6.04.1952)


NON SEI SEMPRE MARIA?

Quasi tutti coloro che per la prima volta ascoltano o recitano la preghiera rimangono sorpresi e, come inizialmente la veggente e il suo direttore spirituale, osservano: “Ma tu sei sempre Maria, oggi come allora, la medesima Maria e nessun’altra!”.

Ovviamente, possiamo sempre ancora chiamarla “Maria”, ciò che ripetiamo continuamente nella preghiera del rosario. Ma, con la nuova formulazione, la Signora di tutti i Popoli desidera esprimere come anche la sua vocazione medesima abbia conosciuto una meravigliosa ascesa. Si tratta sempre della medesima persona, di Maria. Ora, però, ad Amsterdam, giunta al culmine della sua vocazione corredentrice, ella, “che una volta era Maria”, chiede di essere chiamata “MADRE E SIGNORA DI TUTTI I POPOLI”. Infatti, nel corso della sua vita, anche Maria divenne qualcosa che prima non era.

Pronunciando il suo FIAT divenne – lei, l’Immacolata Concezione, la sconosciuta semplice Maria di Nazaret – la Madre del Figlio divino. Con la sua sofferenza, congiuntamente con il Redentore, la Madre di Gesù è diventata Madre e Signora di tutti i Popoli e come tale desidera oggi essere conosciuta e amata da tutti gli uomini.

Anche per Maria, tutto è dipeso dall’aver corrisposto a quanto le è stato chiesto e dalla sua fedele compartecipazione! In proposito, qualche esempio concreto aiuta a capire quanto l’uomo – operando con la Grazia divina e attraverso la sofferenza – possa evolvere in misura tale d’essere in grado di svolgere il compito assegnatogli da Dio:
“Che il padre e patrono della Chiesa, che una volta era Giuseppe, sia il nostro avvocato!”
Oppure, applicato a un santo papa:

“Che Papa Pio X, che una volta era Giuseppe Sarto, sia il nostro intercessore in Cielo!”
Lasciamo ancora la parola alla veggente, che – una volta raggiunta una completa comprensione del senso della preghiera - forniva il seguente paragone alle persone interessate: 
“Come la piccola Beatrice, destinata fin da bambina a divenire regina dei Paesi Bassi, così Maria, semplice bambina ignota, cresciuta nella sconosciuta località di Nazaret, è diventata Madre e Signora di tutti i Popoli”.


LA POTENZA DELLA PREGHIERA

“Attraverserete ancora molte vicissitudini in questo secolo”
(31.05.1955), dice Maria. Tuttavia ella ci promette che se recitiamo la sua preghiera“vengono allontanate dal mondo corruzione, calamità e guerra”(11.10.1953) come pure confusioni spirituali. Ella è stata inviata nel nostro tempo quale Signora di tutti i Popoli affinché “il mondo, per mezzo di questa preghiera, venga liberato da una grande catastrofe planetaria”. (10.05.1953) Quanta potenza vi è quindi in questa preghiera!

La Madre del Signore illustra chiaramente la situazione morale del nostro tempo: 
“Satana è ancora il principe di questo mondo. Avvinghia ciò che può. (…) La Signora ha dovuto portare adesso la sua preghiera in questo mondo dominato dal demonio. Lo Spirito Santo deve però ancora venire sui popoli”. (4.04.1954) Nella sua qualità di Signora di tutti i Popoli, è ora stata inviata per “scacciare Satana. Voi dovete però recitare la mia preghiera, che ho dato al mondo!” (31.05.1955)

Questa preghiera costituisce perciò l’arma decisiva e più potente nella lotta contro Satana. Infatti, nella medesima si invoca l’immediata venuta dello Spirito Santo per scacciare Satana. Non si prega come in occasione di un esorcismo “Vade retro, Satana!” o come nella preghiera di Leone XIII a S. Michele Arcangelo “con il potere che ti viene da Dio incatena nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano nel mondo per perdere le anime”.
Con la preghiera di Amsterdam formuliamo con tutto il cuore l’invocazione: “Vieni Spirito Santo!” Poiché la nostra Madre sa perfettamente che dove dimora l’amore dello Spirito Santo, là non c’è posto per lo spirito del male ed ella, in questo tempo denso di preoccupazioni, si colloca quale Avvocata (cfr. 31.12.1951) 
“…potrà portare al mondo la pace”. (11.10.1953)

DIFFUSIONE DELLA PREGHIERA

Come una missionaria che intende salvare tutte le anime, già in occasione della prima apparizione Maria ci esprime il suo ardente desiderio: 
“La preghiera deve essere divulgata”.(25.03.1945)
Ella conosce infatti il piano divino di salvezza per l’umanità: 
“Questa preghiera è data per la salvezza del mondo. Questa preghiera è data per la conversione del mondo”. (31.12.1951) Per questo chiede: “Divulga dunque la mia preghiera, la preghiera del Signore!” (31.05.1957)
Invita tutti i collaboratori a intensificare la diffusione nel mondo dell’immagine e della preghiera: 
“Io li aiuterò!” (15.11.1951) La prima ad esserne incaricata è Ida: “Compi la tua opera e provvedi alla diffusione!” (31.12.1951) “Lavora solo per questo. Aiuta spiritualmente e fisicamente recitando la preghiera della Signora di tutti i Popoli!” (17.02.1952)


La Madre del Signore utilizza il paragone dei fiocchi di neve per mostrare alla veggente che la preghiera deve essere recitata dappertutto. 
“La Signora indica ora il globo terrestre. Vedo il globo roteare sotto i suoi piedi e cadere dappertutto fitti fiocchi di neve. Poi la Signora dice: ‘Hai visto? Così la Signora di tutti i Popoli sarà portata nel mondo, da città in città, da nazione a nazione. La semplice preghiera darà luogo ad un’unica comunità’”. (17.02.1952) “Voglio che la diffusione avvenga in molte lingue” (4.03.1951) e che la preghiera sia portata “nei paesi dove la fede è diminuita”. (15.04.1951) Poiché: “La Signora di tutti i Popoli non è destinata a un solo paese, a un solo luogo, ma al mondo, ai popoli”. (11.10.1953) “Tutti ne hanno il diritto”. (29.04.1951)

Appare così comprensibile il desiderio espresso dalla Signora di tutti i Popoli, nel senso che la sua preghiera 
“va recitata in tutte le chiese”. (8.12.1952) “Divulgatela nelle chiese e mediante mezzi moderni”. (31.12.1951) Sì, i cristiani“devono recitare la mia preghiera contro corruzione, calamità e guerra e portarla a tutti i popoli”. (11.10.1953) Non da ultimo, la Signora di tutti i Popoli chiede a coloro che lottano e lavorano per questa causa, “la cui realizzazione è voluta dal Figlio”, di impegnarsi con molto ardore (29.04.1951).



TESTIMONIANZA


Nell’ambito della terza Giornata internazionale di preghiera, svoltasi nel 1999 a Pentecoste, S.E. Mons. Sooza Pakiam, vescovo della Diocesi di Trivandrum (India), ha svolto una significativa relazione, della quale pubblichiamo un estratto:

“In diverse regioni della mia diocesi si constata una diffusione della venerazione di Maria in qualità di Signora di tutti i Popoli. Io stesso mi meraviglio di come sia stato coinvolto in questo movimento. Ciò che mi ha attratto di più è la preghiera dataci dalla Madre di Dio medesima. Si tratta di una preghiera espressiva, breve e profonda, che è essenzialmente un’invocazione per la venuta dello Spirito Santo.

Quest’anno ricorre il decimo anniversario della mia consacrazione vescovile. Ho iniziato diverse attività nella mia diocesi e introdotto una serie di programmi innovativi. Questi provvedimenti hanno assicurato un’ottima struttura alla nostra diocesi, unanimemente apprezzata. Constato però che oggigiorno il problema maggiore non è dato dalla mancanza di strutture e di sacri edifici, e nemmeno dalla carenza di metodi e tecniche, di apparecchiature e lettere circolari. Senza lo Spirito Santo tutte queste cose non sono altro che corpi senz’anima. Per questo, nella sua preghiera, la Signora di tutti i Popoli ci insegna a invocare lo Spirito Santo, affinché lo Spirito di Dio scenda ed abiti nei cuori di tutti i popoli, in modo da preservarli dalla corruzione, dalle calamità e dalla guerra.

Ho perciò inviato una lettera pastorale a tutti i sacerdoti della mia diocesi invitandoli a imparare a memoria questa bella preghiera e ad insegnarla a tutti i loro parrocchiani. Io stesso la recito ripetutamente ogni giorno, dato che in primo luogo non necessitiamo di nuove leggi, di nuovi teologi o nuove liturgie, bensì di una nuova effusione dello Spirito Santo, affinché lo Spirito di Dio sostituisca il nostro cuore di pietra con un cuore di carne (Ez 36,26-27)”.




LINGUE NELLE QUALI ESISTE LA PREGHIERA

* Questa preghiera ebbe origine ad Amsterdam nel 1951. Fin da allora essa ha ricevuto molti imprimatur.
Dopo consultazione del Vescovo del luogo con la Congregazione per la Dottrina della Fede (2006), riguardo alla preghiera, la Congregazione ha approvato il testo della preghiera con la direttiva di cambiare, a causa di possibili malintesi, la clausola originale “
che una volta era Maria” con “la Beata Vergine Maria”.

mercoledì 8 giugno 2011

Una grazia grandissima: le stigmate di S.Gemma Galgani

Giovedì 8 giugno 1899, ottava del Corpus Domini e vigilia della festa del S.Cuore di Gesù

«Il giorno 8 giugno, dopo la Comunione, Gesù mi avviso che la sera mi avrebbe fatta una grazia grandissima. Andai poi il giorno stesso per confessarmi e lo dissi a Monsignore, e rispose che stassi bene attenta a riferirgli dopo ogni cosa.

Eravamo alla sera: tutto ad un tratto, più presto del solito mi sento un intenso dolore dei miei peccati; ma lo provai così forte, che non l'ho più sentito; quel dolore mi ridusse quasi direi li li per morire. Dopo di questo mi sento raccogliere tutte le potenze dell'anima: l'intelletto non conosceva che i miei peccati e l'offesa di Dio; la memoria tutti me li ricordava, e mi faceva vedere tutti i tormenti che Gesù aveva patito per salvarmi; la volontà me li faceva detestare e promettere di voler tutto soffrire per espiarli. Un mucchio di pensieri si volsero tutti alla mente: erano pensieri di dolore, di amore, di timore, di speranza e di conforto.

Al raccoglimento interno successe ben presto il rapimento dei sensi, ed io mi trovai dinanzi alla Mamma mia celeste, che aveva alla sua destra l'Angelo mio Custode, che per primo mi comandò di recitare l'atto di contrizione.

Dopo che l'ebbi terminato, la Mamma mi rivolse queste parole: "Figlia, in nome di Gesù ti siano rimessi tutti i peccati". Poi soggiunse: "Gesù mio Figlio ti ama tanto e vuol farti una grazia; saprai tu rendertene degna?" La mia miseria non sapeva che rispondere. Soggiunse ancora: "lo ti sarò Madre, ti mostrerai tu mia vera figlia?" Aperse il manto e con esso mi ricoprì.

In quell'istante comparve Gesù, che aveva tutte le ferite aperte, ma da quelle ferite non usciva più sangue, uscivano come fiamme di fuoco che in un momento solo quelle fiamme vennero a toccare le mie mani e i miei piedi e il cuore. Mi sentii morire, sarei caduta in terra, ma la Mamma mi sorresse, ricoperta sempre col suo manto. Per parecchie ore mi convenne rimanere in quella posizione. Dopo, la Mamma mia mi baciò nella fronte, e tutto disparve e mi trovai in ginocchio in terra, ma mi sentivo ancora un dolore forte alle mani, ai piedi e al cuore.

Mi alzai per mettermi sul letto, e mi accorsi che da quelle parti, dove mi sentiva, usciva del sangue. Mi coprii alla meglio quelle parti, e, poi, aiutata dall'Angelo mio, potei montare sul letto. Quei dolori, quelle pene, anziché affliggermi, mi recavano una pace perfetta. La mattina a stento potei andare a fare la Comunione, e mi misi un paio di guanti, tanto per nascondermi le mani. Non potevo reggermi in piedi; ad ogni momento credevo di morire. Quei dolori mi durarono fino alle 3 del Venerdì, festa solenne del S. Cuore di Gesù.

Questa cosa per primo dovevo dirla al Confessore, ma invece più volte andai a confessarmi senza mai dirgli nulla; esso più volte me lo dimandava, ma io rispondevo di no».

(Autobiografia 261-262)

domenica 5 giugno 2011

Devozione al Santo Volto di Gesù

GIUSEPPINA DE MICHELI il 16 maggio 1914 in­dossava l'abito religioso delle Figlie dell'Immacolata Concezione, prendendo il nome di Sr. M. Pierina. Ani­ma ardente d'amore per Gesù e per le anime, si donò incondizionatamente allo Sposo ed Egli ne fece oggetto delle sue compiacenze. Nutrì fin da bambina il sentimento della riparazio­ne che crebbe in lei, col passare degli anni, fino a rag­giungere l'immolazione completa di se stessa.

Non è perciò da stupire se all'età di 12 anni, trovandosi in Chiesa Parrocchiale (S. Pietro in Sala, Milano) il Ve­nerdì Santo, sente una voce ben distinta, dirle: « Nes­suno mi dà un bacio d'amore in volto, per riparare il bacio di Giuda? ». Nella sua semplicità di bimba, crede che la voce sia udita da tutti, e prova pena vedendo che si continua a baciare le Piaghe, e non il Volto di Gesù. In cuor suo esclama: « Te lo dò io il bacio d'amore, o Gesù abbi pazienza! » e giunto il suo turno Gli stampò, con tutto l'ardore del suo cuore, un bacio in Volto.

Novi­zia le è concesso di fare adorazione notturna e nella notte dal Giovedì al Venerdì Santo, mentre prega da­vanti al Crocifisso, sente dirsi: « Baciami » Sr. M. Pie­rina ubbidisce e le sue labbra, invece di posarsi sopra un volto di gesso, sentono il contatto vero di Gesú. Quando la Superiora la chiama è mattina: ha il cuore pieno dei patimenti di Gesù e sente il desiderio di ri­parare gli oltraggi che ricevette nel suo Volto, e che riceve ogni giorno nel SS. Sacramento. Sr. M. Pierina nel 1919 è mandata a Casa Madre a Buenos Ayres ed il 12 aprile 1920, mentre lamenta a Gesù una sua pena, le si presenta insanguinato e con espressione di tenerezza e di dolore, (« che mai dimen­ticherò », ella scrive) le dice: « E io che cosa ho fat­to? ».

Suor M. Pierina comprende, ed il S. Volto di Gesù diviene il suo libro di meditazione, la porta d'en­trata nel suo Cuore. Ritorna a Milano nel 1921 e Gesù le continua le sue finezze di amore. Eletta più tardi Superiora della Casa di Milano, poi Regionale d'Ita­lia, oltre ad essere Madre, diviene Apostola del S. Vol­to fra le sue figlie, e fra coloro che l'avvicinano. Madre M. Pierina sa nascondere tutto e la Comunità è solo testimone di qualche fatto. Aveva chiesto a Gesù il nascondimento e le fu concesso. Col passare degli anni, Gesù le si mostra di tanto in tanto or triste, or insanguinato chiedendole ripara­zione, e così cresceva in lei il desiderio di soffrire e d'im­molarsi per la salvezza delle anime.

Nell'orazione not- turna del 1° Venerdì di quaresima 1936, Gesù dopo averla fatta partecipe dei dolori spirituali dell'agonia del Getsemani, con Volto velato di sangue e con pro­fonda tristezza, le dice: « Voglio che il mio Volto, il quale riflette le pene intime del mio animo, il dolore e l'amore del mio Cuore, sia più onorato. Chi mi con­templa mi consola ». Nel susseguente Martedì di Passione, Gesù le torna a dire: « Ogni volta che si contempla la mia faccia, ver­serà l'amor mio nei cuori, e per mezzo del mio S. Volto si otterrà la salvezza di tante anime ».

Il 1° martedì del 1937, mentre "pregava: « dopo di avermi istruita nella divozione del suo S. Volto (ella scri­ve) mi disse - Potrebbe essere che alcune anime tema­no che la devozione e il culto del mio S. Volto dimi­nuiscano quella del mio Cuore. Dì loro, che al contra­rio, sarà completata ed aumentata. Contemplando il mio Volto le anime parteciperanno alle mie pene e sentiran­no il bisogno di amare e di riparare. Non è forse questa la vera devozione al mio Cuore? ».

Queste manifestazioni da parte di Gesù si facevano sempre più insistenti e nel maggio del 1938, mentre prega, si presenta sulla predella dell'altare, in un fascio di luce, una bella signora: teneva in mano uno scapo­lare, formato da due flanelline bianche unite da un cor­done. Una flanellina portava l'immagíne del S. Volto di Gesù con scritto intorno: « Illumina Domine Vultum Tuum super nos », l'altra, un'Ostia circondata da rag­giera, con scritto intorno: « Mane nobiscum Domine ».

Lentamente si avvicina e le dice: « Ascolta bene e rife­risci al Padre Confessore: - Questo scapolare è un'ar­ma di difesa, uno scudo di fortezza, un pegno di mise­ricordia che Gesù vuol dare al mondo in questi tempi di sensualità e di odio contro Dio e la Chiesa. 1 veri apostoli sono pochi. E' necessario un rimedio divino e questo rimedio è il S. Volto di Gesù. Tutti quelli che indosseranno uno scapolare, come questo, e faranno, po­tendo, una visita ogni martedì al SS. Sacramento per riparare gli oltraggi che ricevette il S. Volto del mio Figlio Gesù durante la Sua Passione, e che riceve ogni giorno nel Sacramento Eucaristico, verranno fortificati nella fede, pronti a difenderla ed a superare tutte le difficoltà interne ed esterne.

Di più faranno una morte serena, sotto lo sguardo amabile del mio Divin Figlio ». Il comando della Madonna si faceva sempre più for­te, Ella dice, ma non era in suo potere effettuarlo: oc­correva il permesso di Colui che guidava l'anima sua, ed il danaro per sostenere la spesa. Nello stesso anno Gesù si presenta ancora grondante sangue e con grande tristezza: «Vedi come soffro? Eppure da pochissimi sono compreso. Quante ingratitudini da parte di quelli che dicono di amarmi! Ho dato il mio Cuore come og­getto sensibilissimo del mio grande amore per gli uomini, e dò il mio Volto come oggetto sensibile del mio dolore per i peccati degli uomini: voglio sia onorato con una festa particolare nel martedì di Quinquagesima, festa preceduta da una Novena in cui tutti i fedeli ri­parino con me, unendosi alla partecipazione del mio do­lore ».

Nel 1939 Gesù di nuovo le dice: « Voglio che il mio Volto sia onorato in modo particolare il martedì ». Madre Pierina sentiva più ardente il desiderio mani­festatole dalla Madonna e, avuto il permesso del suo Direttore, benché priva di mezzi si accinge all'opera. Ottiene dal fotografo Bruner il permesso di far coniare la immagine da lui riprodotta dalla S. Sindone così pure il permesso dalla Ven. Curia di Milano, il 9 agosto 1940. I mezzi mancavano, ma la confidenza della venerata Madre viene appagata.

Una mattina vede sul tavolino una busta, apre e conta undicimila e duecento lire La Madonna aveva pensato: era l'ammontare delle spese. Il demonio rabbioso di questo, si avventa su quell'ani­ma per intimorirla ed impedirle la divulgazione della medaglia: la getta per i corridoi, per le scale, strappa immagini e quadretti del S. Volto, ma lei sopporta tutto, soffre ed offre perché il Volto di Gesù sia ono­rato. Turbata la Madre perché fece la medaglia invece del­lo scalpore, si rivolge alla Madonna per averne tran­quillità, ed il 7 Aprile 1943, la Vergine S. le si presenta e: « Figlia mia, sta tranquilla che lo scapolare è supplito dalla medaglia con le stesse promesse e favori: rimane solo a diffonderla di più. Ora mi sta a cuore la festa del Volto Santo del mio Divin Figlio: dillo al Papa che tanto mi preme ».

La benedisse e se ne andò. Ed ora la medaglia si diffonde con entusiasmo: quan­te grazie strepitose si sono ottenute! Scampati pericoli, guarigioni, conversioni, liberazioni da condanne. Quan­te, quante! - M. M. Pierina si è congiunta a Colui che amava il 26-7-1945 a Centonara d'Artò (Novara). La sua non si può dire morte, ma un trapasso di amore, come Lei stessa aveva scritto, nel suo diario il 19-7-1941. Ho sentito un immenso bisogno di vivere sempre più unita a Gesù, di amarlo intensamente, perché la mia morte non sia che un trapasso di amore allo sposo Gesù ». N.B. - Le parole in corsivo sono tolte fedelmente da­gli scritti di M. M. Pierina.

venerdì 3 giugno 2011

Messaggio di Maria SS a Belpasso

Nel messaggio di Belpasso il Cuore Immacolato di Maria SS è sempre indicato come rifugio di salvezza:


18 giugno 1986

Il Mio Cuore è tanto addolorato e per far conoscere il Cuore Immacolato della Regina della Pace mi servirò di te……



Confidate nel Mio Cuore Immacolato, non vi abbandonerà mai.


23 novembre 1986

Le vostre famiglie devono essere piccole oasi di pace, devono essere un piccolo segno della venuta del Regno di Gesù Cristo. Però il regno di Gesù verrà per mezzo mio; il Mio Cuore deve trionfare e poi ci sarà l'ultimo e grande trionfo del Cuore di Gesù. Per questo i miei figli, quelli veri, devono entrare nel rifugio sicuro del Mio Cuore.

…desidero che non solo si converta la Russia e la si consacri al Mio Cuore Immacolato, cosa che presto avverrà, ma che si converta anche l'America.


8 dicembre 1986

Abbandonatevi al Sacro Cuore di Gesù e al Mio Cuore Immacolato: consacrate le vostre famiglie ai Nostri Cuori, porteranno pace alle vostre anime.


1 gennaio 1987

Desidero che entriate nel Mio Cuore con tanta umiltà e tanto amore…….

Vi chiedo sempre fedeltà al Mio Cuore e chiedo la conversione del mondo, che si consacri soprattutto al Sacratissimo Cuore di Mio Figlio ed anche al Mio: solo il Nostro amore vi porterà la pace…….

Donerò pace all'umanità solo quando ci sarà il trionfo del Mio Cuore e così quello di Mio Figlio…..


1 febbraio 1987

Se accoglierete questo amore che il mio Cuore vuol portare a voi, tutti otterrete pace e consolazione.

Si rifletta la luce del Mio Cuore dai vostri cuori…….

Molti chiedono grazie, ma fin quando non vi saprete aprire totalmente a Me, al Mio Cuore, a Dio, non potrò concedervele……

……..tutto questo accadrà quando ci sarà il trionfo del Mio Cuore.


1 aprile 1987

Desidero ancora che vi consacriate e confidiate al Mio Cuore.


1 maggio 1987

Desidero…..che si conosca il culto del Cuore Immacolato di Maria, Regina della Pace.


1 giugno 1987

Abbandonatevi totalmente a Me, al Mio Cuore: io sono la dimora dello Spirito Santo.


1 luglio 1987

Fate penitenza ed offrite riparazione al Cuor Sacro di Gesù ed al Mio Cuore Immacolato


1 settembre 1987

…….ogni vostra tribolazione svanirebbe se ci fosse il vostro abbandono al Mio Cuore Immacolato.


1 ottobre 1987

Il Mio Cuore Immacolato sarà il vostro rifugio


1 novembre 1987

Il Signore desidera che non si abbandoni la devozione al Mio Cuore Immacolato. A chi continuerà a praticare questo culto, Io prometto la salvezza, e queste anime saranno amate da Dio come fiori posti da me per ornare il Suo trono.


1 dicembre 1987

….abbandonatevi totalmente a Lui e al Mio Cuore Immacolato.


8 dicembre 1987

Sarebbe per Me una cosa gradita se ogni vostra famiglia si consacrasse al Mio Cuore Immacolato. Impegnatevi a riparare gli oltraggi e le indifferenze arrecate al Mio Cuore, da questo momento vi affido il compito di difensori e riparatori del Mio Cuore. Benedico ognuno di voi e le vostre famiglie in particolare, vi prometto che se accetterete il compito che vi ho affidato, avrete la grazia della conversione. PREGHIERA….RIPARAZIONE…PENITENZA.


1 marzo 1988

……..passate attraverso il Mio Cuore, vi porterà a Gesù e troverete la vera pace.


1 maggio 1988

……….il Mio Cuore Immacolato sarà sempre con te e, poiché la pace nel mondo è stata affidata ad esso, quando trionferà sarà onorata la Regina della Pace.


1995 Comunicazioni del Signore Gesù

"[...] Voglio che si riconosca che [la pace] è frutto del trionfo del Cuore della mia Ss. Madre attraverso la conversione di quelle anime che ostacolano la pace con la loro indifferenza verso me".


"Voglio che si diffonda ancora, si conosca di più e si pratichi maggiormente la devozione al Cuore Immacolato della mia Ss. Madre come atto di culto che conduce al mio Cuore [...] offrendo preghiere e sacrifici di riparazione per la conversione dei peccatori, consolando al tempo stesso il Cuore della mia Ss. Madre e così il mio. Questo è il culto che cerco e che desidero".


"Vengo a chiedere l’adempimento di quei propositi che ultimamente i successori di Pietro espressero, e cioè che ogni nazione, ogni diocesi, ogni parrocchia e famiglia si consacri al Cuore Immacolato della mia Ss. Madre [...] ciò affretterà e consoliderà la pace che io ho affidata al Cuore della mia Ss. Madre, e poi con la mia grazia si può tutto. Confida in me pregando e sacrificandoti per questa intenzione".


25 marzo 1999

"È giunto il momento di chiedere al Santo Padre di promuovere con l’ausilio di tutti i Vescovi una speciale consacrazione delle famiglie al mio Cuore Immacolato e, per esso, al Sacro Cuore del Signore Gesù, e così di quella delle parrocchie e di tutte le diocesi del mondo, secondo la volontà espressa da nostro Signore.


Molte anime percorrono un sentiero che le allontana da Dio, ma Egli nella sua infinita misericordia vuole salvarle affidandole alle cure del mio Cuore Immacolato. All’inizio vi saranno ostacoli per l’adempimento di questa richiesta, ma poi sarà riconosciuta come un baluardo di difesa e molte anime saranno salve.