mercoledì 15 dicembre 2010

Preghiere a Gesù Bambino

ORAZIONE A GESU' BAMBINO di PRAGA
rivelata da Maria Santissima al V.P. Cirillo della Madre di Dio Carmelitano Scalzo 
e primo apostolo della devozione al Santo Bambino di Praga.
O Bambino Gesù, io ricorro a Voi, e Vi prego che per l'intercessione della vostra Santa Madre, vogliate assistermi in questa mia necessità (si può esporla), perché credo fermamente che la vostra Divinità mi può soc­orrere. Spero con tanta fiducia di ottenere la vostra santa grazia. Vi amo con tutto il mio cuore e con tutte le forze dell'anima mia; mi pento sinceramente dei miei peccati, e Vi supplico, o buon Gesù, a darmi la forza di trionfarne. Propongo di non più offendervi, e a Voi mi offro disposto a tutto soffrire, anziché darvi il minimo disgusto. D'ora innanzi voglio servirvi con ogni fedeltà, e, per amor vostro, o Divin Bambino, io amerò il mio prossimo come me stesso. Pargoletto onnipotente, Signore Gesù, io di nuovo Ve ne scongiuro, assistetemi in questa circostanza... Fatemi la grazia di possedervi eternamente con Maria e Giuseppe, e di adorarvi con gli Angeli santi nella Corte del Cielo. Così sia. 


PREGHIERA A GESU' BAMBINO di PRAGA
per le cause disperate
(di Mons. Janssens, Arcivescovo della Nuova Orleans)
O amatissimo Gesù, che ci amate teneramente e che formate il vostro più gran piacere nel dimorar fra noi, io benché indegnissimo di essere da Voi rimirato con amore, pure mi sento attirato a Voi, perché amate di perdonare e concedere il vostro amore. 

Tante grazie e benedizioni sono state ottenute da quelli che Vi hanno invocato con fiducia, ed io, inginocchiato in ispirito dinanzi alla vostra miracolosa Immagine di Praga, qui depongo il mio cuore, con tutte le sue domande, i suoi desideri, le sue speranze e specialmente (esporre)

Rinchiudo nel vostro piccolo, ma misericordiosissimo Cuore questa domanda. Governatemi e disponete di me e dei miei cari come piacerà alla vostra santa volontà, mentre so che non ordinate nulla che non sia pel nostro bene. 
Onnipotente ed amabile Bambino Gesù, non ci abbandonate, ma benediteci, e proteggeteci sempre. Così sia.  (Tre Gloria al Padre).  


PREGHIERA AL SANTO BAMBINO
per implorare aiuto nelle circostanze dolorose della vita
O splendore eterno del divin Padre, sospiro e conforto dei credenti, Santo Bambino Gesù, di gloria incoronato, deh! abbassa il tuo sguardo di bontà su tutti coloro che a te ricorrono fiduciosi. 

Mira quante calamità ed amarezze, quante spine e dolori intrecciano il nostro esilio. Abbi pietà di chi tanto soffre quaggiù! Pietà di coloro che piangono per qualche sventura: di coloro che languiscono e gemono su un letto di dolore: di coloro che son fatti segno d'ingiusta persecuzione: delle famiglie senza pane o senza pace: pietà infine di tutti quelli che, nelle varie prove della vita, in te fidenti, implorano il tuo soccorso divino, le tue celesti benedizioni. 

O Santo Bambino Gesù, in te solo l'anima nostra, trova il vero conforto! Da te solo si può attendere la tranquillità interiore, quella pace che allieta e conforta. 

Volgi, o Gesù, sopra di noi il tuo sguardo pietoso; mostraci il tuo sorriso divino; alza la tua destra soccorritrice; e allora, per quanto amare possano essere le lacrime di questo esilio, si muteranno in una rugiada di consolazione! 

O Santo Bambino Gesù, conforta ogni cuore afflitto, e a noi dona tutte le grazie di cui abbiamo bisogno. Così sia.  


PREGHIERA AL BAMBIN GESU'
(di Padre Cirillo, OCD)

O Gesù, che hai voluto farti bambino, mi avvicino a te con fiducia. 
Credo che il tuo amore premuroso prevenga ogni mia necessità, e anche per l'intercessione della tua santa Madre, tu possa veramente venire incontro a ogni mia necessità, spirituale e materiale, se ti prego secondo la tua volontà. 
Ti amo con tutto il cuore e con tutte le forze del mio animo. 
Ti chiedo perdono se la mia debolezza mi induce al peccato. 
Ripeto con il tuo vangelo:  Signore, se tu vuoi puoi guarirmi. 
A te lascio decidere il come e il quando. 
Sono disposto anche ad accettare la sofferenza, se questa è la tua volontà, ma aiutami a non indurirmi in essa, rendendola infruttuosa. 
Aiutami a essere servitore fedele, e ad amare, per amor tuo, divino Bambino, il mio prossimo come me stesso. 
Bambino onnipotente, ti prego con insistenza di assistermi in questo momento, nella mia attuale circostanza. Donami la grazia di rimanere in te, di essere posseduto e possederti interamente, con i tuoi genitori, Maria e Giuseppe, nella lode eterna dei tuoi celesti servitori. Amen.

PREGHIERA DELL'AMMALATO
AL BAMBIN GESU'

 O caro e dolce Bambino Gesù, ecco un povero sofferente che, sorretto dalla più viva fede, caldamente invoca il tuo divino aiuto a rimedio delle sue infermità. 

In Te ripongo tutta la mia fiducia. So che Tu puoi tutto, e che sei tanto misericordioso, anzi la stessa misericordia infinita. 

Grande Piccino, per la tua virtù divina, per l'immenso amore che porti ai sofferenti, agli afflitti, a tutti i bisognosi, ascoltami, benedicimi, soccorrimi, consolami. Amen. 

(Tre Gloria al Padre) 

PREGHIERA DELLO STUDENTE
a GESU' BAMBINO di PRAGA
O Bambino Gesù, eterna ed incarnata Sapienza, che dalla tua soave immagine di Praga dispensi a tutti generosamente le tue grazie, e in particolare alla gioventù studiosa che a te si affida, deh, volgi benigno lo sguardo sopra di me che t'invoco a protezione dei miei studi. 

Tu, Uomo Dio, sei il Signore della scienza, la fonte dell'ingegno e della memoria: vieni dunque in soccorso alla mia debolezza. Illumina la mia mente, rendendomi facile l' acquisto della verità e del sapere; rafforzami la memoria perché possa ritenere quanto ho appreso; nei momenti difficili sii tu mia luce, sostegno e conforto. 

Dal tuo divìn Cuore imploro la grazia di adempiere fedelmente tutti i miei doveri di studio, e di trarne i migliori frutti, per avere poi la gioia di felici scrutinii, e in partìcolar modo una buona promozione. Io ti prometto, anche per meritare le grazie invocate, di essere fedele in tutti i miei doveri cristiani e di amarti sempre più. 

O dolce Bambino di Praga, custodiscimi ogni giorno sotto il provvido tuo manto, e guidami soprattutto, oltre che nell'ascesa del sapere, sulla via dell'eterna salvezza. Così sia. 

martedì 14 dicembre 2010

O celeste bambino - di PadrePio

Quale riconoscenza, o Dio,
non ti dovremmo?
Di quale amore non dovrebbe bruciare per te
il nostro cuore!...

Con quel fuoco d'amore
dovremmo riscaldare
quelle tremanti tue tenere membra...

Le tue tenerezze conquidano il mio
cuore e resti preso dal tuo amore,
o celeste Bambino.

Lascia che al contatto del tuo fuoco
l'anima mia si liquefaccia per amore
ed il tuo fuoco mi consumi,

mi bruci,
m'incenerisca qui ai tuoi piedi
e resti liquefatto per amore

e magnifichi la tua bontà
e la tua carità.

(Epist. IV 871-872)


Lettera dall'epistolario di Padre Pio

«Il celeste Bambino sia sempre in mezzo ai vostri cuori, li regga, l'illumini, li vivifichi, li trasformi nel­l'eterna carità. Questo fu l'augurio affettuoso e sin­cero che inviai di lontano a voi tutti, nella notte feli­cissima, del santo Natale. Questo pure fu il voto cordialissimo che feci per voi in quella beatissima notte alla grotta del divino Infgante, riprendendo per altre volte nel santo sacrificio della messa. Ma questo voto e questo augurio l'andrò assidua­mente ripetendoli innanzi a Gesù in tutte le mie povere e deboli preghiere sì, ma pure assidue, finché io avrò vita.

Accettateli dunque questo voto e questo augurio come la più bella espressione del cuore di chi sinceramente vi ama con paterna e fraterna tenerezza nelle viscere amorosissime di nostro Signore Gesù Cristo. Accettate pure questo mio voto e questo mio augurio come una minima parte di compenso di tutto ciò che avete fatto per me.

Vorrei ancora offrirvi di più innanzi a Gesù, ma... non ci ho altro. Pazienza. Gesù vi compenserà di tutto ed a cento doppi».

(Epist. III, 833)

domenica 12 dicembre 2010

Felicissima notte

Tratto da: “Il settimanale di Padre Pio”

Il Natale era per Padre Pio la festa più sentita: in quei giorni si mostrava profon­damente commosso ed an­sioso di celebrare la Nasci­ta di Gesù Bambino, da­vanti alla cui statua ama­va sostare in estatica pre­ghiera, coinvolgendo in quel clima di magico rac­coglimento e di trepidante attesa tutti i fedeli.

Tutti coloro che hanno cono­sciuto Padre Pio e sono vis­suti accanto a lui, confratelli e figli spirituali, sono concordi nel sostenere che il Natale era la fe­sta liturgica che più sentiva e al­la quale si preparava sempre con un'attenzione straordinaria per celebrarla con un trasporto che incantava, fin da giovane e tanto più, poi, da sacerdote.

Una preziosa testimonianza a tal riguardo ci viene fornita da padre Ignazio da Ielsi, superiore del convento di San Giovanni Rotondo dal 1922 al 1925, quan­do cioè Padre Pio era giovane e aveva da poco ricevuto le stig­mate; nel suo Diario egli scrisse: «È inutile dire con quanta pas­sione Padre Pio celebra il Nata­le. Sempre vi pensa e conta i giorni che lo separano da un Na­tale all'altro sin dal giorno dopo. Gesù Bambino per lui è un'attra­zione specialissima. Basta senti­re il suono di una pastorale, del­la "Ninna nanna" per sollevare lo spirito su, su, tanto che a guar­darlo sembra in estasi».

Nella notte della Natività egli sembrava fuori di sé dall'e­mozione e spesso i suoi occhi si riempivano di lacrime. A tal ri­guardo, padre Gerardo di Flume­ri, in un articolo apparso su Voce di Padre Pio n. 12 del 1981, scri­ve: «L'espressione di attesa, che era in tutta la sua persona, mi è impressa nella memoria. Come pure indelebile è nella mia men­te il suo profondo raccoglimento e la sua estatica preghiera. Ma soprattutto è ancora vivo davanti ai miei occhi il colore delle sue guance arrossate, quando il canto del Te Deum diede l'annunzio della nascita del Salvatore».

Dopo la recita dell'Ufficio divino Padre Pio, indossato il piviale bianco intessuto d'oro, incensava la statuina di Gesù Bambino posta in una culletta tutta ornata di trine e merletti e, preceduto dai frati osannanti con ceri in mano, la portava in processione, dal coro all'altare e dall'altare al Presepe. Stringen­do a sé la piccola culla, con un volto raggiante e luminoso e le labbra atteggiate a sorrisi di Cielo, passava tra due ali di fol­la, lieta e chiassona. Allora le mani di tutti si protendevano a toccare il Bambinello: mani delicate di bimbi innocenti, ma­ni gentili di donne devote, mani incallite di operai dei campi, e tutti imprimevano i loro baci de­voti sulle ginocchia o sui piedi­ni di Gesù Bambino.

Arrivati all'altare maggiore, collocata la statuina del Bambino Gesù al di sopra del Tabernacolo, ai piedi del Crocifisso, iniziava la Mes­sa, la meravigliosa Santa Messa In nocte nativitatis Domini, che rimaneva indimenticabile per tutti coloro che avevano la for­tuna di assistervi. «Eravamo tut­ti presi - scrive, infatti, padre di Flumeri - dall'alone di spiritua­lità che emanava dalla persona del venerato Padre. E la pre­ghiera era più sentita e più fer­vorosa, ricolma di una indicibile gioia spirituale. Il cuore godeva per la nascita del Bambino divi­no e per la vicinanza di colui che, nel profondo dell'anima, ri­tenevamo [...] uno spirito eletto, dotato di speciali carismi divi­ni». Dall'altare, poi, con voce tremula per l'emozione, con le sue mani piagate, il Padre solle­vava la culletta con Gesù Bam­bino e, disegnando con essa nel­l'aria un segno di croce, impar­tiva a tutti la sua benedizione.

Quando, poi, le condizioni di salute non gli permettevano di presiedere alla cerimonia, il Pa­dre seguiva le celebrazioni dal matroneo e lì attendeva con an­sia che i confratelli gli portasse­ro la statua del Bimbo Gesù da baciare. I confratelli ricordano anche che Padre Pio voleva che il Presepe fosse allestito di fron­te al confessionale per poterlo vedere mentre confessava, e per tutto il tempo che restava lì te­neva sempre lo sguardo rivolto alla statuetta del Bambino Gesù. I sentimenti che gli affolla­vano il cuore in quella Notte Santa neppure il Padre riusciva a descriverli, come si evince da una lettera indirizzata a padre Agostino da San Marco in La­mis:

«Il celeste Bambino - scri­ve - faccia sentire anche al vo­stro cuore tutte quelle sante emozioni che fece sentire a me nella beata notte allorché venne deposto nella povera capannuc­cia! Oh Dio, padre mio, non sa­prei esprimervi tutto quello che sentii nel cuore in questa felicis­sima notte. Mi sentivo il cuore traboccante di un santo amore verso il nostro Dio umanato. [...] Io non saprei ridirvi tutto ciò che avvenne in me in questa notte, passata tutta in piedi, sen­za aver chiuso un occhio» (Epi­stolario I, 981).

E sostando esta­tico davanti al Presepe, in una Notte Santa, Padre Pio scrisse con infuocati accenti: «Quali e quanti non sono, o cristiani, gl'insegnamenti che si partono dalla grotta di Betlemme! [...] Povertà, umiltà, abiezione, dis­prezzo, circondano il Verbo fatto carne; ma noi, dall'oscurità in cui questo Verbo fatto carne è avvolto, comprendiamo una co­sa, udiamo una voce, intravedia­mo una sublime verità: tutto questo l'hai fatto per amore, e non c'inviti che all'amore, non ci parli che di amore, non ci dai che prove di amore» (Epistolario IV, pp, 0)7-1009).

Gesù Bambino ricambiò l'amore di questo suo figlio in una maniera tutta singolare; in­fatti, più volte il Bambinello Di­vino gli apparve ed egli poté stringerlo tra le sue braccia e co­prirlo di teneri baci. La prima apparizione, molto suggestiva e bella, avvenuta il 20 settembre 1919, ebbe come testimone pa­dre Raffaele da Sant'Elia a Pia­nisi, il quale racconta in un suo manoscritto: «Dormivo in una cella angusta, quasi di fronte a quella n. 5, dove dimorava Padre Pio. La notte dal 19 al 20 non potevo prendere sonno. Non so il perché, forse il caldo, verso mezzanotte, mi levo dal letto quasi spaventato. Il corridoio era nella oscurità, rotta solo dalla lu­ce incerta di un lumicino a pe­trolio. Mentre stavo sull'uscio per uscire, ecco che passa Padre Pio, tutto luminoso, con Bambino sulle braccia, andava a lenti passi e mormorava preghiere. Passa davanti a me, tutto raggiante di luce, enon si accorge della mia presenza».

 Il racconto dell’apparizione del 24 dicemnbre 1922, invece è dovuto a Lucia Iadanza figlia spirituale di Padre Pio, che quell’anno volle passare la Vigilia di Natale vicino al Padre. «Quella sera - riporta fra Modestino - faceva freddo ed i frati avevano portato in sagrestia un braciere di fuoco. Accanto a questo braciere, con altre tre donne, Lucia aspettava la mezzanotte per assistere alla Messa che Padre Pio doveva ce­lebrare. Le tre donne comincia­rono a sonnecchiare, mentre lei continuò a recitare il Santo Ro­sario. Dalla scala interna della sagrestia, scese Padre Pio e si fermò vicino alla finestra. Ad un tratto, in un alone di luce, appar­ve Gesù Bambino e si fermò tra le braccia di Padre Pio, il cui volto divenne tutto raggiante. Quando la visione scomparve, il Padre si accorse di Lucia, sveglia, lo stava fissando attonita. Le si avvicinò e chiese: "Lucia, che hai visto?". Lucia rispose: "Padre, ho visto tutto". Padre Pio allora l'ammonì severo: "Non dir nulla a nessuno"».

Se il Bimbo Gesù era per Padre Pio il Re del suo cuore, che cosa era Padre Pio per Gesù Bambino? Egli stesso ce lo dice in una lettera a padre Agostino: «Io sono il trastullo di Gesù Bambino, come lui spesso mi ri­pete ma quello che è peggio, Ge­sù ha scelto un balocco di nes­sun valore. Mi dispiace solo che questo balocco da lui prescelto imbratta le sue divine manine. Mi dice il pensiero che qualche giorno mi butterà in un fosso per non più scherzarvi. Ne godrà, non merito altro che questo» (Epistolario I, p. 331). Meravi­gliosa umiltà che lo rese degno di sì grandi e tanti favori da par­te del celeste Divin Pargoletto!

E noi, con quali sentimenti stiamo vivendo il Santo Natale? Che cosa stiamo chiedendo in dono al Bimbo Gesù? «Oh come deve sentirsi acceso il cuore di amore per colui che tutto tene­rezza si è fatto per noi! Oh come dovremmo ardere del desiderio di condurre il mondo tutto a quest'umile grotta [...]» (Epi­stolario IV, p. 1007-1009), ci ammonisce il Padre e «Chiedia­mo a questo divin Bambino - ci suggerisce ancora - di rivestirci di umiltà, perché solo con que­sta virtù possiamo gustare que­sto mistero ripieno di divina tenerezza»­.

giovedì 9 dicembre 2010

LA PASSIONE DEL SIGNORE RIVELATA A SUOR JOSEFA MENENDEZ




Getsemani

" Josefa, vieni con Me nel Getsemani; lascia che l'anima tua si riempia di quei medesimi sentimenti, di quell'amara tristezza che inondarono la mia in quell'ora.
" Dopo aver predicato alle turbe, curato gli infermi, dato la vista ai ciechi, risuscitato i morti... dopo aver vissuto tre anni in mezzo agli Apostoli per istruirli e affidar loro la mia dottrina, avevo infine insegnato coll'esempio a sopportarsi vicendevolmente, lavando loro i piedi e facendomi loro cibo.

" Si avvicina l'ora per la quale il Figlio di Dio s'era incarnato... Redentore del genere umano, Egli avrebbe sparso il suo Sangue e dato la sua vita per il mondo.
" In quell'ora, volli pormi in orazione e offrirmi a compiere la volontà del Padre mio.
" Anime care! Imparate dal vostro modello, che l'unica cosa necessaria, quantunque alla natura ripugni, è il sottomettersi umilmente e l'offrirsi a fare la volontà di Dio.

" Volli anche insegnare alle anime, che ogni azione importante dev'essere preceduta, preparata e vivificata dalla preghiera, perché nell'orazione l'anima si rinvigorisce per affrontare le difficoltà e Dio le si comunica, consigliandola, inspirandola; ancorché essa non se ne accorga.
" Mi ritirai nell'Orto degli Ulivi con tre miei discepoli per insegnare a voi, anime care al mio Cuore, che le tre potenze dell'anima debbono accompagnarvi ed aiutarvi nell'orazione.

" Ricordate con la memoria i benefici divini, le perfezioni di Dio, la sua bontà, il suo potere, la sua misericordia, l'amore che vi porta. Cercate poi con
l'intelletto in qual modo potete corrispondere alle meraviglie che ha fatto per voi... Lasciate che la volontà si scuota, desiderando fare per Dio più e meglio; consacratevi alla salvezza delle anime, sia con le opere apostoliche, sia con la vita umile e nascosta, sia ritirandovi silenziose nella preghiera. Prostratevi umilmente come creature alla presenza del Creatore, e adoratene i disegni sopra di voi qualunque essi siano, sottomettendo la vostra alla divina sua volontà.
" Così m'offersi, per attuare l'opera della Redenzione del mondo.

" Ah, che momento fu quello in cui sentii piombare su di Me tutti i tormenti che avrei dovuto soffrire durante la passione: le calunnie, gli insulti, gli schiaffi, i flagelli, la corona di spine, la sete, la croce!... Tutto si affollò dinanzi ai miei occhi e dentro il mio Cuore, e nel medesimo istante vidi le offese, i peccati, le abbominazioni che si commetterebbero nel corso dei secoli, e non solamente li vidi, ma mi sentii ricoperto
di tutti quegli orrori... e così rivestito d'ignominia, mi presentai al Padre celeste per implorare misericordia.

" Mi offersi come garante per calmare la sua collera e placare l'ira sua. Ma sotto il peso di tanti peccati e di tanti delitti la mia natura umana provò tale terribile angoscia, tale agonia mortale da sudarne sangue..
" Oh, anime che mi fate soffrire in tal modo! Sarà questo Sangue salute, vita per voi? Sarà possibile che tale angoscia, tale agonia e tal Sangue restino inutili, per tante anime? ".


Il sonno degli Apostoli
13 marzo

" Continuiamo la nostra meditazione: vieni accanto a Me, e quando mi vedrai immerso in un oceano di tristezza, seguimi mentre cercherò i tre discepoli rimasti ad una certa distanza.
" Li avevo presi con Me perché mi aiutassero partecipando alla mia angoscia... perché pregassero con Me; per riposarmi in essi... Ma... come esprimere ciò che provò il mio Cuore quando, cercandoli, li trovai addormentati?... Come è triste trovarsi soli, senza potersi confidare con coloro che ci circondano!

" Quante volte soffre il mio Cuore, e volendo trovar sollievo presso le anime che più amo, vado loro incontro, e le trovo addormentate!...
" Anime care! desidero insegnarvi quant'è inutile e vano cercar sollievo nelle creature! Quante volte esse sono addormentate e invece di trovar in loro il conforto che andiamo cercando, ce ne torniamo tristi, perché non comprendono, né corrispondono al nostro desiderio, al nostro amore! ".

" Tornando quindi alla preghiera, mi prostrai nuovamente, adorando il Padre, e gli chiesi aiuto: " Padre mio! ". Non dissi: " Dio mio ". Quando soffrite maggiormente, voi pure dovete chiamare Iddio, col dolce nome di " Padre ", invocarlo, domandargli conforto, esponendogli le vostre pene, i vostri timori, e ricordargli, gemendo, che siete suoi figli. Ditegli che l'anima vostra non ne può più... che suda sangue.. che il vostro cuore è tanto oppresso da sembrare che gli venga meno la vita... che il vostro corpo soffre e più non resiste.

" Chiedete con confidenza di figli e siate certi che il Padre vostro vi consolerà, e darà la forza necessaria per superare la tribolazione vostra o delle anime a voi affidate ".
" L'anima mia triste e desolata, pativa angoscie mortali... Mi sentii oppresso dal peso della più nera ingratitudine...
" Il sangue, che usciva da tutti i pori del mio corpo, e che fra poco avrei versato da tutte le mie ferite, sarebbe riuscito inutile ad un gran numero d'anime che si sarebbero perdute... Moltissime mi avrebbero offeso, e molte non mi avrebbero conosciuto!

" Spargerò il mio Sangue per tutte, e i miei meriti saranno applicati ad ognuna... Sangue divino... Meriti infiniti... e pur tuttavia inutili per tante e tante anime!...
" Questo fu il calice che accettai e bevvi fino alla feccia!
" Tutto per insegnarvi, anime care, a non indietreggiare di fronte ai patimenti e a non crederli inutili, anche se non ne vedete il frutto, che però sempre otterrete. Sottomettete il giudizio e lasciate che in voi si compia la volontà divina ".


Tradimento di Giuda
14 marzo
" Dopo essere stato confortato dall'Angelo inviatomi dal Padre mio, vidi avvicinarsi Giuda, uno dei miei dodici Apostoli, e dietro a lui tutti quelli che dovevano catturarmi. Avevano in mano corde, bastoni, pietre, e ogni genere di strumenti, per impossessarsi di Me...
" M'alzai e avvicinandomi a loro dissi: " Chi cercate? ".
" Frattanto Giuda, posandomi le mani sulle spalle, mi baciò!... Ah! che fai Giuda, che significa questo bacio?
" E qui potrei dire a tante anime: Che fate?... perché mi tradite con un bacio?

" Anima ch'Io amo... dimmi, tu che vieni a Me, che mi ricevi nel tuo petto... mentre più di una volta mi dirai che mi ami, non mi consegnerai poi ai miei nemici quando uscirai di qui? Ben sai che mi feriscono fortemente... voglio dire conversazioni che mi offendono!...
" E tu che mi hai ricevuto oggi, che mi riceverai domani, perderai il candore prezioso della mia grazia?
" Continuerai tu in quell'impresa che ti insozza le mani? Non sai che non è lecito il mezzo col quale acquisti quel denaro, o raggiungi quella posizione, o ti procuri quel benessere?

" Guarda... fai come Giuda... adesso mi ricevi e mi baci; fra qualche minuto o fra qualche ora mi
prenderanno i miei nemici e tu stesso darai loro il segno di riconoscimento...
" Con quell'amicizia non solo mi leghi e mi lapidi: ma sei anche causa che un'altra persona mi maltratti e mi lapidi come te!
" Perché mi tradisci così, anima che mi conosci e che in varie occasioni ti glorii di essere pia e di esercitare la carità?
" Anima tanto amata! perché ti lasci trasportare da quella passione? Non ti chiedo che tu ti senta libera, perché ciò non è in tuo potere, ma che tu lotti... Bada che il godimento di pochi istanti, sarà poi oggetto della tua perdizione come i trenta denari coi quali Giuda mi vendette.

" Quante anime mi hanno venduto e mi venderanno a prezzo vilissimo d'un piacere illecito, momentaneo, passeggero... Ah, povere anime!... Chi cercate? Me? Quel Gesù che conoscete, che avete amato e col quale avete pattuito alleanza eterna?
" Lasciate che vi dica una parola: "Vegliate e pregate "... Lottate senza tregua e non lasciate che le vostre inclinazioni ed i vostri difetti diventino abituali ".
" Le anime che peccano" gravemente, mi consegnano al nemico, e l'arma con la quale mi feriscono è il peccato...

" Però non sempre si tratta di peccati gravi, specialmente fra le mie anime elette. Molte di esse coi loro difetti abituali, con le cattive inclinazioni non combattute, con le concessioni alla natura immortificata, con le mancanze di carità, mi consegnano ugualmente ai miei nemici, se non perché mi uccidano, perché mi maltrattino. E se è cosa tanto triste ricevere un'offesa d'ingratitudine da un'anima qualsiasi, assai più dolorosa è l'offesa che proviene da chi è particolarmente amato...
"
 Sì, anime che ho scelto per farne il mio luogo di riposo, il giardino delle mie delizie; da voi aspetto maggior tenerezza, maggior delicatezza, più grande amore...
" Da voi attendo il balsamo che mi chiuda le ferite; voi mi asciugherete il volto divino deturpato e sfigurato; mi aiuterete a illuminare tante anime cieche, che nell'oscurità della notte m'afferrano e mi legano per darmi la morte.
" Non lasciatemi solo... Destatevi e venite, perché già sono arrivati i miei nemici... ".


15 marzo
" Quando i soldati si avvicinavano per prendermi, dissi loro: " Sono Io ". Questa medesima parola ripeto all'anima prossima a cadere nella tentazione: Sono Io... Sì, sono lo... Sei ancora in tempo a ritirarti e se vuoi, io ti perdonerò; così invece di legarmi tu con le corde del peccato, ti stringerò Io coi legami d'amore.
" Vieni, Io sono Colui che ti ama, ed ha tanta compassione della tua debolezza, Colui che aspetta ansiosamente per riceverti fra le sue braccia.

" Ah! che tristezza per Me, quando, dopo aver detto tutto questo alle anime, pur tuttavia alcune mi legano e mi trascinano egualmente alla morte! ".
" Ma era giunta l'ora mia, quella in cui dovevo consumare il sacrificio. Lasciando ogni libertà ai soldati, a loro mi consegnai con la mitezza di un agnello... Mi condussero a casa di Caifa, dove fui ricevuto con insulti e beffe e dove uno dei servi mi diede il primo schiaffo!

" Ah, Josefa!... Comprendi questo... il primo schiaffo!... Mi fece forse più male dei colpi della flagellazione?... No, ma in quel primo schiaffo, vidi il primo peccato mortale di tante anime! Di quelle anime che dopo essere vissute nella mia grazia avrebbero commesso il primo peccato grave... e dopo il primo, quanti e quanti ancora... e quante anime trascinate con l'esempio alla medesima sventura... ".

martedì 7 dicembre 2010

CONTEMPLAZIONE DI GESU’ CROCIFISSO


(da leggere lentamente meditando su ogni punto)



Guardatelo Gesù buono……. Oh come è bello nel suo grande dolore!…… il dolore lo ha coronato di amore e l’amore lo ha ridotto nella umiliazione!!.. Umiliazione profonda, ma nel tempo esalamento reale, perché Egli è Re proprio quando, umiliato, conquista il suo regno!



Come sei bello, o Gesù con la tua corona di spine sul capo!


Se ti vedessi con il diadema di gemme non saresti così bello, le gemme sono un ornamento sterile al Tuo Capo, mentre le spine, penetrando dolorosamente in Te, sono voci di sconfinato amore!



Nessuna corona fu più eloquente e più viva della tua! Le gemme impicciolirebbero quell’amore che vuole regnare fra le pene per testimoniare l’amore fino alla morte!



Coronami, o Gesù! Il mio piccolo cuore si accosta al tuo Cuore per partecipare alla Tua pena, per assomigliarti!!….



Come sei straziato o Gesù! Dal tuo Corpo sgorga un rivo di sangue…. Chi ti aprì tante piaghe?… ti sei contraffatto per me…. Ma sei più bello!! Quant’estetica di dolcezza e di pace in queste tue piaghe!…



Tu taci!…. il tuo Volto è elevato verso il cielo…. Tu guardi nell’infinito perché sei infinito, e le tue Piaghe diventano attesa di quello che sei tu, e di quello che sono io, o amabile Signore!…..



In quelle ferite, è tutta una luce eterna; Esse mi parlano di te come Dio, di Te come Sapienza, di Te come Amore, di Te come uomo. Come sei grande, o Gesù!…



Sei sospeso a tre chiodi… gli occhi socchiusi, la testa inclinata… Perché non respiri o Gesù, perché sei morto? Oh se ti vedessi vivente, nella tua attività, non mi appariresti così vivo come mi appariri ora che ti contemplo morto sulla croce!



Hai gli occhi socchiusi, ma in quell’atteggiamento io sento in me, qualche cosa che mi dilata! Non vedo più le tue dolci pupille, ma scorgo, la tua stessa infinità!



O Volto esanime di Gesù, tu sei come il cielo: io vedo un’azzurra distesa, immensa…sterminata…e non altro; nulla cambia, nulla la muove, nella la agita… è sempre azzurra!… eppure non mi stanco mai di guardarla, e mi sembra una scena più attraente di qualunque altra scena movimentata!..



O Gesù, morto per me, io ti guardo e non mi stanco mai! Attraverso il tuo Volto esanime io sento in me una vita nuova, che mi solleva e mi attrae a Te!..



Come sei grande Gesù!.. pace spira dal tuo Volto.. Pace ed Amore dal tuo Cuore ferito, pace e dolcezza dal tuo corpo piagato…..come sei bello o Gesù!….



Oh perché non ti amo come dovrei amarti, o mio amabile Bene? Annullami, Gesù Mio, nel tuo Amore; allora solo il mio piccolo atomo non perirà, ma si trasformerà in Te e diverrà Amore!…




Prendimi, Gesù, nel mare delle tue angosce e dolori; allora il mio cuore non sarà inerte, ma sarà immolato per Te… accendimi Gesù con le tue fiamme… allora la mia freddezza, l’acqua putrida che io sono, sarà come l’acqua che fu sparsa sulla legna dell’olocausto e divampò in una grande fiamma!…



La natura si commuove… i sassi si spezzano, i morti risorgono dalle tombe dinnanzi alla Tua morte, e perché non mi commuovo anch’io…perché non si spezza questo mio cuore fatto di pietra…. Perché non risorgo? Sono miseria, o Gesù, ma tu sei sempre bontà e misericordia; sono nullità ma tu sei il Tutto… Tu sei il mio tutto mi abbandono e mi anniento in Te.



                                                                 Meditazione di Don Dolindo Ruotolo -
                                                                 Sacerdote napoletano

LA PASSIONE DEL SIGNORE RIVELATA A SUOR JOSEFA MENENDEZ

Il cenacolo

25 febbraio

" Continuerò a dirti i miei segreti d'amore...
" Volli lavare i piedi dei miei apostoli per mostrare alle anime quanto desidero che siano candide e pure quando mi ricevono nel Sacramento dell'amore.
" Fu anche per rappresentare il Sacramento della Penitenza nel quale le anime, che hanno avuto la disgrazia di cadere in peccato, possono lavarsi e ricuperare il primitivo candore ".
" In quell'ora tanto prossima alla Redenzione del genere umano, il mio Cuore non poteva contenere l'ardore che lo divorava; e perché era infinito l'amor mio per gli uomini, non volli lasciarli orfani.
" Per vivere quindi con essi fino alla consumazione dei secoli e dimostrare tutta la mia tenerezza volli diventare loro alimento, loro sostegno, loro vita, loro tutto...

" Ah! quanto vorrei far conoscere a tutte le anime i sentimenti del mio Cuore! Quanto bramo che tutte siano penetrate dell'amore che m'infiammava quando nel cenacolo istituii il Sacramento dell'Eucaristia.
" In quel momento vidi tutte le anime, che nel corso dei secoli si sarebbero cibate del mio Corpo e del mio Sangue; e anche tutti gli effetti divini prodotti in moltissime di loro da tale Cibo.
" In quante anime questo Sangue immacolato avrebbe generato purezza e verginità! In quante avrebbe acceso la fiamma dell'amore e dello zelo! Quante anime, anche dopo aver commesso molti e gravi peccati, indebolite dalle passioni, sarebbero ritornate a Me e avrebbero ritrovato vigore nutrendosi del Pane dei forti!
" Ah, chi potrà penetrare i sentimenti del mio Cuore in quei momenti... sentimenti d'amore, di gioia, di tenerezza... Ma quanta fu pure l'amarezza che inondò il mio Cuore! ".


L'Eucaristia e i peccatori
2 marzo

" Voglio palesare alle mie anime la tristezza che inondò il mio Cuore durante la Cena; poiché se fu grande la mia gioia nel farmi compagno degli uomini fino alla fine dei secoli e divino alimento delle anime loro. e se vedevo il gran numero di essi che mi avrebbe reso omaggio d'adorazione, di riparazione e d'amore... non fu però minore la tristezza causatami dalla vista di quanti m'avrebbero lasciato nella solitudine del Tabernacolo, e di quelli che non avrebbero creduto alla presenza reale...
" In quanti cuori macchiati di peccato avrei dovuto entrare... e quante volte la mia Carne e il mio Sangue così profanati sarebbero diventati motivo di condanna per quelle anime!
" Ah, come vidi in quel momento tutti gli oltraggi, i sacrilegi e le abbominazioni orribili che si sarebbero commesse contro di Me! Quante ore avrei dovuto passare nella solitudine del Tabernacolo! Quante notti! E quante anime avrebbero rifiutato gli amorosi inviti che dal Tabernacolo avrei fatto loro udire!

" Per amore delle anime, rimango prigioniero nell'Eucaristia, affinché in tutte le loro pene e nei loro dolori possano venire a consolarsi col più tenero dei Cuori, col migliore dei Padri, col più fedele degli amici. Ma quest'amore che si consuma per il bene delle anime non è corrisposto!... Abito fra i peccatori per diventare la loro salvezza e la loro vita, medico e medicina di tutte le malattie causate dalla natura corrotta... e in cambio essi si allontanano da Me, mi oltraggiano, mi disprezzano!...
" Poveri peccatori! Non allontanatevi! Vi aspetto nel Tabernacolo!... Non vi rimprovererò i vostri delitti... non vi rinfaccerò il vostro passato... ma lo laverò nel Sangue delle mie Piaghe... Non temete dunque... Venite a Me... Non sapete quanto vi amo?... ".


L'Eucaristia e le anime consacrate
6 marzo

" Nel momento d'istituire l'Eucaristia vidi presenti tutte le anime privilegiate che dovevano cibarsi del mio Corpo e del mio Sangue, e i differenti effetti prodotti in esse. Per alcune il mio Corpo sarebbe rimedio alla loro debolezza, per altre fuoco divoratore che consumerebbe la loro miseria e le accenderebbe d'amore.
" Ah, perché tante anime diventano per il mio Cuore causa di tristezza, dopo che Io le ho ricolmate di carezze e d'ogni bene? Non sono lo sempre lo stesso? Sono forse cambiato con voi? No, Io non cambierò mai; e fino alla fine dei secoli vi amerò con tenerezza e predilezione.
" So che siete piene di miserie, ma per questo non ritrarrò da voi il mio più tenero sguardo; ansiosamente vi aspetto, non solo per alleviare. le vostre pene, ma per ricolmarvi di nuovi benefici.

" Se vi chiedo amore, non me lo negate; è molto facile amare Colui che è lo stesso Amore.
" Se chiedo qualche cosa che costa alla vostra natura, vi do anche la grazia e la forza necessaria. " Vi ho scelto perché siate il mio conforto. Lasciatemi entrare nell'anima vostra, e se non vi è nulla che sia degno di Me, ditemi con umiltà e fiducia: "Signore, vedete quali frutti e quali fiori produce il mio giardino. Venite ad insegnarmi ciò che debbo fare affinché oggi possa cominciare a sbocciare in me il fiore che Voi desiderate ".
" Credi tu che fra le anime scelte non ve ne siano alcune che mi danno pena?... Persevereranno tutte? Questo è il grido di dolore che esce dal mio Cuore; questo il gemito che voglio far udire alle anime ".


L'Eucaristia meraviglia dell'amore sconosciuto
7 marzo

" Scrivi quello che soffrì il mio Cuore in quell'ora quando cioè non potendo contenere il fuoco d'amore che mi consumava, inventai la meraviglia dell'Amore nell'Eucaristia.
" Avendo presenti tutte le anime che si ciberebbero di questo Pane divino, vidi pure e sentii tutta la freddezza di tante fra quelle predilette... di tante anime consacrate, che avrebbero ferito il mio Cuore. Vidi quelle, che lasciandosi vincere dall'abitudine, dalla stanchezza, dal disgusto, cadrebbero a poco a poco nella tiepidezza.
" Io sto nel Tabernacolo, e aspetto... Desidero che quell'anima venga a ricevermi, che mi parli con la confidenza di una sposa, che mi chieda consiglio, e solleciti le mie grazie...

" Vieni, le dico, dimmi tutto; dimmi tutto con intera confidenza... chiedi dei peccatori... offriti per riparare... promettimi che oggi non mi lascerai solo... guarda se il mio Cuore desidera da te qualche cosa che mi possa dar conforto.
" Questo m'aspettavo da quell'anima, e da tante altre... Ma quando si avvicinano e mi ricevono sotto le Specie Eucaristiche, appena appena mi dicono una parola... Hanno sempre fretta: sono preoccupate, stanche, contrariate.
" Sono inquiete per la propria salute, angustiate per i loro affari... in ansietà per la famiglia... non so che dire... sono fredda, desidero uscir di chiesa, non mi occorre nulla...
" Ahimé, così mi consoli, anima da me eletta, e che tutta la notte ho atteso con tanta impazienza? " Celebrando il Santo Sacrificio, ricevendomi ogni mattina nel suo cuore, il Sacerdote mi parla

forse delle anime di cui è responsabile? Ripara le offese che ricevo da quel peccatore? Mi chiede la forza per disimpegnare bene il suo ministero, lo zelo per lavorare per la salvezza del suo gregge? Mi darà egli tutto il suo amore? Potrò riposarmi in lui come nel mio discepolo tanto amato? ".
" L'Eucaristia è invenzione d'amore, è vita e forza delle anime, è rimedio a tutte le malattie dello spirito, è viatico per chi passa dal tempo all'eternità.
" I peccatori ritrovano in essa la vita dell'anima; le anime tiepide, il calore che le rinforza; le anime pure, soave, dolcissimo alimento; le fervorose, riposo e soddisfazione a tutti i loro ardenti desideri; le perfette, ali per librarsi e tendere a maggiore perfezione.
" Infine le anime religiose trovano nell'Eucaristia il loro nido, il loro amore, ed inoltre il simbolo dei benedetti e sacri vincoli, che le uniscono intimamente e inseparabilmente allo Sposo Divino ".

lunedì 6 dicembre 2010

LA PASSIONE DEL SIGNORE RIVELATA A SUOR JOSEFA MENENDEZ

" Josefa, sposa e vittima del mio Cuore, ti parlerò della mia Passione, perché sia oggetto costante del tuo pensiero e perché essa apporti alle anime le confidenze del mio Cuore ".
Nella Quaresima del 1923, Nostro Signore rivelò a Sorella Josefa Menèndez i sentimenti provati dal suo Cuore divino durante la sua Passione. Josefa riceveva in ginocchio le confidenze del Maestro, e mentre Egli parlava, scriveva.
Con approvazione del Card. Pacelli, futuro Pio XII

Lavanda dei piedi
22 febbraio 1923
" Comincerò a scoprirti i sentimenti che inondavano il mio Cuore, mentre lavavo i piedi ai miei Apostoli.
" Li convocai tutti e dodici. Non volli escludere nessuno. Vi si trovava Giovanni, il discepolo prediletto, e Giuda, che di lì a poco m'avrebbe consegnato ai miei nemici.
" Ti dirò perché volli riunirli tutti e perché incominciai a lavar loro i piedi:
" Li riunii tutti, perché era quello il momento in cui la mia Chiesa doveva presentarsi al mondo; e presto non vi sarebbe stato che un solo Pastore per tutte le greggi.
" Volevo anche insegnare alle anime che quantunque cariche di peccati atroci; non le escludo dalle mie grazie, né le separo dalle anime più amate; vale a dire che riunisco le une alle altre nel mio Cuore, e che do loro le grazie di cui abbisognano.
" Ma qual dolore provai in quell'ora sapendo che l'infelice Giuda rappresentava tutte le anime che pur tante volte raccolte ai miei piedi, tante volte lavate nel mio Sangue, si sarebbero egualmente perdute per sempre.
" Sì, in quel momento volli insegnare ai peccatori che non devono allontanarsi da me, neppure quando sono in peccato, pensando che non vi è più un rimedio e che mai più saranno amati come prima di aver peccato. No, povere anime! Non sono questi i sentimenti di un Dio, che ha sparso tutto il suo Sangue per voi!...
" Venite tutti a Me e col mio Sangue tornerete candidi come la neve. Immergete i vostri peccati nell'acqua della mia Misericordia; nessuno sarà capace di strappare dal mio Cuore l'Amore che vi porto!... ".