domenica 5 settembre 2010

Dai Quaderni di Maria Valtorta, Ed. CEV QUADERNO N° 101


7 gennaio 1946. Per Suor Teresa Cherubina. Dice Gesù: «In un luogo era nata una pianta di fiori. Pensi ognuno il fiore che più gli piace, e che sia bello e prezioso. Ma il luogo dove era nato non era confacente a questo fiore. Si sa che ad alcuni occorre vivo sole, ad altri penombra, ad alcuni terreno magro, ad altri terreno grasso, certi vogliono la roccia per abbrancarvi le radici, altri guai se un sasso turba il loro vivere. Questo fiore, dunque, era cresciuto in un terreno non a lui propizio, e solo per bontà del Signore aveva potuto vivere fino a quel giorno e anche prosperare e fiorire. Il buon Padre, sapendolo in terreno inadatto, aveva fatto piovere su di lui speciali rugiade, aveva fatto crescere lì presso un arbusto a larghe foglie per temperare la violenza del sole, aveva fatto sì che un poco di erbetta fosse nata intorno al cespo per proteggere le radici dal troppo calore, e proteggere, sacrificandosi essa, l’umile erba, il fiore così bello.

Un giorno il divino Coltivatore passò di lì e vide. E vedendo disse: “Questo fiore è proprio bello. Ma più bello sarebbe se fosse nutrito da altro terreno. Non bisogna essere imprudenti dicendo: ‘È vissuto fino ad ora qui e vivrà ancora’. No, non bisogna farlo. È tentare il Cielo. Or dunque lo svellerò di qui e lo porterò in luogo acconcio. Voglio che sia sempre più bello per delizia di Dio”. E chinatosi, presi i suoi arnesi, si dette a scavare la pianta con cura amorosa per non farla soffrire.

Ma un poco di dolore la pianticina lo sentiva e gemeva: “Ahi! Ahi! Mi fai male! Mi farai morire! Io non voglio morire!”.

“No, cara pianta del Signore, no, non morirai, ma liberata da questa terra arida e sassosa che ti mortifica le radici vivrai più forte. Vedi come questi sassi mescolati alla terra, più sassi che terra, impediscono che le tue radici sprofondino a cercare sempre più buon nutrimento alle corolle? Non sai che un fiore è tanto più bello, là in alto, sugli steli, quanto qui giù, umilmente, le radici sprofondano nel buio e nel silenzio? Qui è il lavoro, là è la gloria. Ma non può esserci gloria se non c’è lavoro. Lasciami dunque fare”.

“Ah! che dolore! Tu mi levi di qui dove sono acclimatata, dove tutti mi conoscono: l’uccellino che fa il nido nell’arbusto, la lucertolina che si scalda al mio piede, e una farfalla bianca che come la lucertola mi viene a raccontare tutti i giorni ciò che avviene qua intorno e anche più lontano. Io soffrirò, io languirò in luoghi sconosciuti”.

“Ma no, mio dolce fiore! Non vieni in un deserto. Vieni dove non uno ma mille uccelli volano cantando, dove sono aiuole e aiuole. Lascia perdere le farfalle leggere e le striscianti lucertole. Che ti possono dire di realmente utile? Vieni, vieni con Me. Nel mio giardino sono uccelli gli angeli del Signore e insegnano le parole sante. E vi passeggio Io e la Madre mia”.

La pianticina non sapeva più che dire. Ma testarda resisteva con una superstite radichetta che aveva insinuata nella fessura di una roccia. Le mani del Signore sanguinavano nel tentare di allargare la roccia per liberare la radice. Perché il Signore non si rifiuta mai di soffrire per le sue creature, per farle soffrire il meno possibile quando impone ad esse operazioni di grazia atte a dare futura eterna gloria. Ma il fiore diceva: “Mi costa troppo questo. Non me la sento di mettere a nudo anche questa radice. È mia, infine! Nessuno la deve vedere. È la più bella di tutte!”.

“Ma vedi, amor mio? È una presuntuosa radice che è proprio quella che nuoce alla pianta. Si è scelta la sua via che non è la via giusta. È la radice più forte, ma anche la più dannosa. O cedi, o Io la spezzerò. E allora soffrirai per davvero. Perché anche l’infinito Amore deve essere giusto per il tuo bene. E cedere al tuo orgoglio sarebbe essere ingiusto con te che ho creato per il mio giardino”.

La pianticina? Dura, non cedeva. E Gesù? Tac! Prese le cesoie e recise la radice superba e ostinata e portò la pianta, lacrimante di dolore per il taglio e per il capriccio domato, nella sua aiuola.

Questa è la parabola, figlia e sposa. Sei capace di meditarla e applicarne il frutto? Ti aiuto perché sono il Maestro. Ascolta.

Le mie spose sono le piante da fiore. L’aiuola del mio giardino è la Madre Priora, o la Badessa, o la Superiora del Monastero, o Convento, o Comunità che sia. Le piante sono nate come piante da fiore per Me. Il loro volere le fa mie. Ma qualche volta conservano delle umanità dannose. E soprattutto “l’umanità delle umanità: l’orgoglietto”. Io questo non lo voglio.

Perché volere fare da sé? Perché, se ha nome “Madre”, non c’è l’assoluta confidenza, nelle figlie, per lei? L’umiltà e l’umiliazione deve proprio esercitarsi in questi frangenti. È cosa che dispiace a dirla? Benissimo! Ciò serve ad agire in maniera che un’altra volta non ci sia bisogno di un richiamo né da Dio né dalla propria coscienza né da chicchessia, e sia evitata la sofferenza di dovere esternare il proprio animo turbato, o confidare il richiamo ricevuto, alla “Mamma” del Monastero, a quella che fa la parte di Maria Ss. nella vostra “casetta di Nazaret”. Io e Giuseppe non tacevamo nulla a Maria...

Hai capito, mia piccola angioletta? Se no, non diventi un grande cherubino! E Io ti voglio “cherubino”. Mi hai dato tutte le radici che ti tenevano unita al tuo io, al tuo passato. Ma resta ‑ oh! non in te sola! bensì in tutte le anime, meno le già fortemente rinnovate in Me ‑ la radichetta dell’orgoglio. Quella che fa dire, anzi, quella che succhia dalla roccia il veleno di questi pensieri: “Voglio fare da me. Non voglio che questo richiamo si sappia”. Noh! Strappa, strappa! Fatti piantare nell’aiuola che è il cuore della Madre Priora. E diventerai un bellissimo cespo di fiori che porterò in Paradiso, dopo essermi compiaciuto sulla terra dei suoi profumi.

La mia pace sia con te.»

Gesù, nel darmi questa direzione del 7‑1, dice sorridendo: «Finisce che il Maestro delle Novizie e il Direttore straordinario di questo Monastero divento Io!... Ma voglio molto bene a loro. Anche se scopro le... radici nascoste e chiuse nelle rocce tetragone della loro umanità. E voglio molto bene a Suor Teresa Maria. La voglio aiutare a portare la sua carica e a tenere accesa una luce che illumini anche i punti più segreti. Ciò per il bene di tutte.»

sabato 4 settembre 2010

RICHIESTE DEL SIGNORE GESU’ E DELLA VERGINE MADRE

Conversione, rinnovamento, santificazione e salvezza delle anime.

"Onorate pubblicamente le cinque Piaghe Sante del Mio Figlio divino. Non siano singole adorazioni, ma un pubblico omaggio".

Per quanto riguarda il tributo d'onore alle cinque Sante Piaghe il Signore Gesù e la Vergine Madre chiedono all'unisono:

"Per onorare le Mie cinque Sante Piaghe fate il segno della Croce cinque volte, una dopo l'altra e offritevi, unitamente alle Mie Sante Piaghe, alla misericor­dia del Padre Celeste (13 aprile 1962)".

Ecco il modo con il quale fare il segno della Croce cinque volte. Durante il segno:

"Il nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen".

baciare sul crocifisso, almeno in spirito, una per una le Sante Piaghe mentre si pronunzia l'invocazione:

"Gesù mio, per i meriti delle tue Sante Piaghe, perdonaci e abbi mise­ricordia di noi!"

Oppure:

"Eterno Padre, Ti offro le Sante Piaghe del nostro Signore Gesù Cristo affinché guariscano le piaghe delle nostre anime!"


I DONI DI GRAZIA DELLA FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

"Io vi do’ un mezzo: metto una torcia di fuoco nelle vostre mani; questa è la Mia Fiamma d'Amore...

Con la Fiamma piena di grazia che vi trasmetto dal Mio Cuore, passando da cuore a cuore, li incendiate tutti... e lo splendore di questa Fiamma acceca Satana.

Ho ottenuto que­sta accensione del Fuoco d'Amore dal Padre Celeste per merito delle piaghe del Mio Figlio Santo" (13 aprile 1962).

"Il fuoco sarà spento con il fuoco. Il fuoco dell'odio con il fuoco dell'Amore..." (6 dicembre 1964).

"La Fiamma d'Amore, che desidero spandere su di voi, con tutta la sua forza diffonde non soltanto il suo splendore, ma anche il suo calore. La Mia Fiamma d'Amore è così grande che non trova posto dentro di Me e con forza impetuosa irrompe verso di voi. Il mio amore straripante fa distruggere l'infettivo odio infernale del mondo affinché si salvi dalla dannazione eterna il numero più grande possibile di anime..."

"Desidero che tutto il mondo, come conosce il mio nome, così conosca anche la Fiamma d'Amore del Mio Cuore che farà miracoli nella profondità dei cuori... " (19 ottobre 1962).

"Estendo su tutti i popoli, su tutti i paesi l'effetto di grazia della Mia Fiamma d'Amore, non solo su coloro che vivono nella Madre Chiesa e su tutte quelle anime che sono state segnate con il segno di croce del Mio Figlio Santo, ma anche su quelle che non sono state bat­tezzate". (16 settembre 1963)

giovedì 2 settembre 2010

Brani tratti dal libro terzo de l'imitazione di Cristo


Capitolo XVII

Affidare stabilmente a Dio ogni cura di noi stessi

1. Figlio, lascia che io faccia con te quello che voglio: io so quello che ti è necessario. Tu hai pensieri umani e i tuoi sentimenti seguono spesso suggestioni umane.

Signore, è ben vero quanto dici. La tua sollecitudine per me è più grande di ogni premura che io possa avere per me stesso. In verità, chi non rimette in te tutte le sue preoccupazioni si affida proprio al caso.

Signore, purché la mia volontà sia continuamente retta e ferma in te, fai di me quello che ti piace. Giacché, qualunque cosa avrai fatto di me non può essere che per il bene. Se mi vuoi nelle tenebre, che tu sia benedetto; e se mi vuoi nella luce, che tu sia ancora benedetto. Se ti degni di darmi consolazione, che tu sia benedetto; e se mi vuoi nella tribolazione, che tu sia egualmente sempre benedetto.

2. Figlio, se vuoi camminare con me, questo deve essere il tuo atteggiamento. Devi essere pronto a patire, come pronto a godere; devi lietamente essere privo di tutto e povero, come sovrabbondante e ricco.

Signore, qualunque cosa vorrai che mi succeda, la sopporterò di buon grado per tuo amore. Con lo stesso animo voglio accettare dalla tua mano bene e male, dolcezza e amarezza, gioia e tristezza; e voglio renderti grazie per ogni cosa che mi accada.

Preservami tu da tutti i peccati, e non temerò né la morte né l'inferno. Purché tu non mi respinga per sempre cancellandomi dal libro della vita, qualunque tribolazione mi piombi addosso non mi farà alcun male.

Capitolo I

Cristo parla interiormente all'anima fedele

1. «Darò ascolto a quello che stia per dire dentro di me il Signore» (Sal 84,9).

Beata l'anima che ascolta il Signore che le parla dentro, e accoglie dalla sua bocca la parola di consolazione.

Beate le orecchie che colgono la preziosa e discreta voce di Dio e non tengono alcun conto dei discorsi di questo mondo.

Veramente beate le orecchie che danno retta, non alla voce che risuona dal di fuori, ma alla verità che parla e ammaestra dal di dentro.

Beati gli occhi che, chiusi alle cose esteriori, sono attenti alle interiori. Beati coloro che sanno penetrare ciò che è interiore e si preoccupano di prepararsi sempre più, con sforzo quotidiano, a comprendere le cose arcane del cielo. Beati coloro che bramano di dedicarsi a Dio, sciogliendosi da ogni impaccio temporale.

2. Comprendi tutto ciò, anima mia, e chiudi la porta dei sensi, affinché tu possa udire quello che ti dice interiormente il Signore Iddio. Questo dice il tuo diletto: «Io sono la tua salvezza» (Sal 34,3), la tua pace, la tua vita; stai accanto a me e troverai la pace; lascia tutte le cose che passano, cerca le cose eterne.

Che altro sono le cose temporali, se non illusioni? e a che gioveranno tutte le creature, se sarai abbandonata dal Creatore?

(Oh, anima mia), rinuncia perciò a tutto e fatti cara e fedele al tuo Creatore, così da poter raggiungere la vera beatitudine

Capitolo III - Preghiera per chiedere la grazia della devozione

3. Signore mio Dio, tu sei tutto il mio bene. E io, chi sono per osare di rivolgermi a te? Sono il tuo miserabile piccolo servo, un abietto vermiciattolo, molto più misero e disprezzabile di quanto io stesso non capisca e non osi confessare. Tuttavia, Signore, ricordati di me, che sono un nulla, nulla valgo e nulla ho.

Tu solo sei buono, giusto e santo; tutto puoi e ogni cosa viene da te; tutto tu colmi, soltanto il peccatore tu lasci a mani vuote.

Ricordati della tua misericordia, o Signore (Sal 24,6) e riempi il mio cuore con la tua grazia; tu, che non permetti che resti vana la tua opera.

Come potrò sopportare me stesso, in questa misera vita, se tu non mi conforterai con la tua pietà e con la tua grazia? Non distogliere da me la tua faccia, non tardare con la tua visita, non farmi mancare la tua grazia, affinché l'anima mia non divenga per te come una terra arida (Sal 142,6).

Signore, insegnami a fare la tua volontà (Sal 142,10); insegnami a stare degnamente e umilmente accanto a te. Tutto tu sai di me, poiché mi conosci nell'intimo; anzi mi conoscevi prima che il mondo esistesse, prima che io fossi nato.

Capitolo VIII

La bassa opinione di sé agli occhi di Dio

1. «Che io osi parlare al mio Signore, pure essendo polvere e cenere» (Gn 18,27).

Se avrò avuto troppo grande opinione di me, ecco tu mi starai dinanzi e le mie iniquità daranno testimonianza del vero, contro di me; né potrò controbattere. Se invece mi sarò considerato cosa da poco - riducendomi a un nulla, liberandomi da ogni reputazione di me stesso, facendomi polvere, quale sono - la tua grazia mi sarà propizia e la tua luce sarà vicina al mio cuore. Così ogni stima, anche minima, svanirà per sempre, sommersa nell'abisso della mia umiltà.

In tal modo, o Dio, tu mi mostri a me stesso: che cosa sono e che cosa fui, a che giunsi. Sono un nulla, e neppure me ne rendo conto.

Lasciato a me stesso, ecco il nulla; tutto è manchevolezza. Se, invece, d'un tratto, tu guardi a me, immediatamente divento forte e pieno di nuova gioia. Ed è cosa veramente meravigliosa questo sentirmi così improvvisamente sollevato, e così amorosamente abbracciato da te; ché, per la mia gravezza, sono portato sempre al basso. È opera, questa, del tuo amore: senza mio merito esso mi viene incontro, mi aiuta in tante mie varie necessità, mi mette al riparo da ogni grave pericolo e mi strappa da mali veramente innumerevoli.

2. Mi ero perduto, amandomi di un amore davvero non retto; invece, cercando soltanto te, e con retto amore, ho trovato, ad un tempo, e me stesso e te. Per tale amore mi sono sprofondato ancor di più nel mio nulla; perché sei tu, che, nella tua grande bontà, vai, nei mie confronti, al di là di ogni merito, e al di là di quello che io oso sperare e chiedere.

Sii benedetto, o mio Dio, perché, quantunque io non sia degno di alcun dono, la tua magnanimità e la tua infinita bontà non cessano di largire benefici anche agli ingrati, che si sono allontanati da te. Portaci di nuovo a te, affinché siamo pieni di gratitudine, di umiltà e di devozione. Tu sei infatti il nostro sostegno, la nostra forza, la nostra salvezza.

Capitolo VI

Chi ha vero amore, come ne dà prova

1. Figlio, ancora non sei forte e saggio nell'amore.

Perché, o Signore?

Perché, per una piccola contrarietà, lasci la strada intrapresa e troppo avidamente cerchi consolazione.

Chi è forte nell'amore, regge alle tentazioni e non crede alla suadente furbizia del nemico. Come gli sono caro nella prosperità, così non gli dispiaccio nelle avversità.

Chi è saggio nell'amore non guarda tanto al pregio del dono, quanto all'amore di colui che dona. Guarda più all'affetto che al prezzo, e pone tutti i doni al di sotto della persona amata.

Chi è nobile nell'amore non si appaga nel dono, ma si appaga in me, al di sopra di qualunque dono.

Se talvolta, verso di me, o verso i miei santi, hai l'animo meno ben disposto di quanto vorresti, non per questo tutto è perduto. Quell'amore che talora senti, buono e dolce, è effetto della grazia presente in te; è, per così dire, un primo assaggio della patria celeste; ma è cosa su cui non bisogna fare troppo conto, perché non è ferma e costante.

2. Segno distinto di virtù e di grande merito è questo: lottare quando si affacciano cattivi impulsi dell'animo e disprezzare le suggestioni del diavolo. Dunque non lasciarti turbare da alcun pensiero che ti venga dal di fuori, di qualsivoglia natura. Saldamente mantieni, invece, i tuoi propositi, con l'animo diretto a Dio.

Non è una vana illusione che, talvolta, tu sia d'un tratto portato fino all'estremo rapimento, per poi ritornare subito alle consuete manchevolezze spirituali; queste infatti non dipendono da te, ma le subisci contro tua voglia. Anzi, fino a che tali manchevolezze ti disgustano, e ad esse resisti, questo è cosa meritoria, non già rovinosa per l'animo.

Sappi che l'antico avversario tenta in ogni modo di ostacolare il tuo desiderio di bene, distogliendoti da qualsiasi esercizio di devozione; distogliendoti cioè dal culto dei santi, dal pio ricordo della mia passione, dall'utile pensiero dei tuoi peccati, dalla vigilanza del tuo cuore; infine, dal fermo proposito di progredire nella virtù.

L'antico avversario insinua molti pensieri perversi, per molestarti e spaventarti, per distoglierti dalla preghiera e dalle sante letture. Lo disgusta che uno umilmente si confessi; se potesse, lo farebbe disertare dalla comunione.

Non credergli, non badargli, anche se ti avrà teso sovente i lacci dell'inganno. Ascrivile a lui, quando ti insinua cose cattive e turpi. Digli: Vattene, spirito impuro; arrossisci, miserabile. Veramente immondo sei tu, che fai entrare nei miei orecchi cose simili. Allontanati da me, perfido ingannatore; non avrai alcun posto in me: presso di me starà Gesù come un combattente valoroso; e tu sarai svergognato.

Preferisco morire e patire qualsiasi pena, piuttosto che cedere a te. Taci, ammutolisci; non ti ascolterò più, per quante insidie tu mi possa tendere. «Il Signore è per me luce e salvezza; di chi avrò paura?» (Sal 26,1). «Anche se fossero eretti contro di me interi accampamenti, il mio cuore non vacillerà» (Sal 26,3). «Il Signore è il mio alleato e il mio redentore» (Sal 18,15).

3. Combatti come un soldato intrepido. E se talvolta cadi per la tua debolezza, riprendi forza maggiore, fiducioso in una mia grazia più grande, guardandoti però attentamente dalla vana compiacenza e dalla superbia: è a causa di esse che molti vengono indotti in inganno, cadendo talora in una cecità pressoché incurabile. È questa rovina degli uomini superbi, stoltamente presuntuosi, che ti deve indurre a prudenza e ad indefettibile umiltà.

Capitolo XIX

La capacità di sopportare le offese e la vera provata pazienza

1. Che è quello che vai dicendo, o figlio? Cessa il tuo lamento, tenendo presenti le sofferenze mie e quelle degli altri santi. «Non hai resistito ancora fino al sangue» (Eb 12,4).

Ciò che tu soffri è poca cosa, se ti metti a confronto con coloro che patirono tanto gravemente: così fortemente tentati, così pesantemente tribolati, e messi in vari modi a dura prova. Occorre dunque che tu rammenti le sofferenze più gravi degli altri, per imparare a sopportare le tue, così piccole. Che se ti sembrano eccessive, vedi se anche questo non dipenda dalla tua incapacità di sopportazione. Comunque, siano piccoli o grandi questi mali, fa' in modo di sopportare tutto pazientemente.

Il tuo agire sarà tanto più saggio, e tanto più grande sarà il tuo merito, quanto meglio ti sarai disposto al patire; anzi lo troverai anche più lieve, se, intimamente e praticamente, sarai pronto e sollecito.

E non dire: questo non lo posso sopportare; non devo tollerare cose simili da una tale persona, che mi fa del male assai, e mi rimprovera cose che non avevo neppure pensato; da un altro, non da lui, le tollererei di buon grado, e riterrei giusto doverle sopportare. È una stoltezza un simile ragionamento. Esso non tiene conto della virtù della pazienza, né di colui a cui spetta di premiarla; ma tiene conto piuttosto delle persone e delle offese ricevute.

Vero paziente non è colui che vuole sopportare soltanto quel che gli sarà sembrato giusto, e da chi gli sarà piaciuto. Vero paziente, invece, è colui che non guarda da quale persona egli venga messo alla prova: se dal suo superiore, oppure da un suo pari, o da un inferiore; se da un uomo buono e santo, oppure da un malvagio, o da persona che non merita nulla. Vero paziente è colui che indifferentemente - da qualunque persona, e per quante volte, gli venga qualche contrarietà - tutto accetta con animo grato dalla mano di Dio; anzi lo ritiene un vantaggio grande, poiché non c'è cosa, per quanto piccola, purché sopportata per amore di Dio, che passi senza ricompensa, presso Dio.

2. Sii dunque preparato al combattimento, se vuoi ottenere vittoria. Senza lotta non puoi giungere ad essere premiato per la tua sofferenza. Se rifiuti la sofferenza, rifiuti anche il premio; se invece desideri essere premiato, devi combattere da vero uomo e saper sopportare con pazienza. Come al riposo non si giunge se non dopo aver faticato, così alla vittoria non si giunge se non dopo aver combattuto.

Oh, Signore, che mi diventi possibile, per tua grazia, quello che mi sembra impossibile per la mia natura: tu sai che ben scarsa è la mia capacità di soffrire, e che al sorgere di una, sia pur piccola, difficoltà, mi trovo d'un colpo atterrato. Che mi diventi cara e desiderabile, in tuo nome, qualsiasi prova e qualsiasi tribolazione: soffrire ed esser tribolato per amor tuo, ecco ciò che è grandemente salutare all'anima mia.

Sito su cui trovare l'imitazione di Cristo:

http://www.santorosario.net/imitazionedicristo/index.htm

giovedì 19 agosto 2010



INVOCAZIONI AL VOLTO SANTO

1- Il tuo Volto, Signore, io cerco, non nascondermi il tuo Volto!

2 - A te giunga, Signore, il mio grido: non nascondermi il tuo Volto!

3 - Non nascondermi il tuo Volto perché in te confido, Signore!

4 - Lo sguardo del Signore si è chinato su di me: il Potente mi ha fatto grandi cose!

5 - Con amore e timore ti seguiremo e cercheremo il tuo Volto, Signore: non sarà delusa la nostra speranza.

6 - Di Te ha detto il mio cuore: io cerco il tuo Volto. Questa è la generazione che cerca il Signore, che cerca il Volto del nostro Dio.

7 - Fa risplendere su di noi il tuo Volto, donaci, o Dio, la tua benedizione!

8 - Risveglia, o Dio, la tua potenza, fa risplendere il tuo Volto e noi saremo salvi!

9 - Grido aiuto, Signore: non nascondermi il tuo Volto!

10 - Confido in Te, o Signore; vedrò la luce del tuo Volto.

11- Lodate il Signore, invocate il suo nome. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo Volto!

12- Nella giustizia contemplerò il tuo Volto, al risveglio mi sazierò della tua presenza: anela a te la mia carne.

13 - O principio e sorgente della vita immortale, rivelaci il tuo Volto nella gloria dei cieli!

14 - Trasformati a tua immagine, noi vedremo il tuo Volto; e sarà gioia piena nei secoli dei secoli. Amen!

15 - Illumina con il tuo Spirito il nostro cuore, fa' risplendere in noi la gloria che rifulge sul tuo Volto!

16 - Fa' che torniamo a Te, Signore nostro Dio: mostraci il tuo Volto e saremo salvi!

17- Crea in me, o Dio, un cuore puro, non allontanarmi dal tuo Volto!

18 - Irradia su di me la luce del tuo Volto: insegnami la sapienza, o Signore!

19 - Guarda, o Dio, nostro scudo, guarda il Volto del tuo Cristo!

20 - Fa' risplendere su di noi il tuo Volto; liberaci dal male e saziaci con i beni della tua casa.

21 - Mostraci, o Dio, il Volto del tuo amore!

22 - Giunge al tuo Volto, Signore, il grido del povero!

23 - I giusti, Signore, contemplano il tuo Volto!

24 - Noi cerchiamo il tuo Volto, Signore!

25 - Il tuo Volto cerchiamo, Signore: colmaci di gioia!

26 - Mostraci, Padre, la luce del tuo Volto!

27 - Spero nel Signore: i miei occhi vedranno il tuo Volto!

28 - Io ti cerco, Signore: mostrami il tuo Volto!

29 - Il Signore ci protegga e ci benedica: faccia risplendere il suo Volto su di noi e ci doni la sua misericordia.

30- Fa' splendere il tuo Volto e salvaci, Signore!

31- Dio ci benedica con la luce del suo Volto!

32- Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo Volto!

33 - Volgiti a noi, o Dio, nostra difesa, contempla il Volto del tuo Cristo.

34 - Irradia su di noi, Signore, la luce del tuo Volto. Insegnaci la sapienza che viene da te.

35 - Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo Volto!

36 - Mostrami, Signore, la luce del tuo Volto!

37 - Giunga al tuo Volto, Signore, il grido dei poveri!

38 - I tuoi amici, Signore, contempleranno il tuo Volto!

39 - Dinanzi al tuo Volto, Signore, gioia senza fine.

40 - Rivelaci il tuo Volto, Signore, nella gloria dei cieli.

41 - Vieni in nostro soccorso, Signore, fa' splendere il tuo Volto e noi saremo salvi.

42 - Fa' splendere il tuo Volto sul tuo servo; salvami per la tua misericordia.

43 - Mostra il tuo Volto, o Dio, al popolo della nuova alleanza.

44 - Il Signore ci mostra il suo Volto: venite, adoriamo.

45 - Contemplerò il tuo Volto, Signore, nella terra dei viventi.

46 - Benediciamo il Signore: egli mostra il suo Volto a coloro che lo cercano.

47 - Io cerco il tuo Volto, Signore, per contemplare la tua potenza e la tua gloria.

48 - Camminate alla luce del Signore per contemplare in eterno il suo Volto.

49 - Mostraci il Tuo Volto, Signore, e saremo salvi.

50 - La tua destra, Signore, e la luce del tuo Volto hanno salvato il popolo che ti sei acquistato.

51 - Il Signore non vi nasconde il suo Volto se voi tornate a lui con cuore sincero.

52 - Il Volto del Signore sull'uomo che cerca la pace.

53 - Irradia su di me la luce del tuo Volto, guidami sulla via della giustizia, Signore.

54 - Il Dio della rivelazione ha fatto brillare il suo Volto in Cristo Gesù.

55 - Fa' risplendere nei nostri cuori la gloria che illumina il Volto di Cristo.

56 - Lode al Signore Gesù: sul suo Volto si svela la gloria del Padre.

57 - Nel Volto di Cristo contempliamo le meraviglie dell'amore di Dio.

58 - La gloria di Dio si è rivelata sul Volto di Cristo.

59 - Servo sofferente ed esaltato, Cristo rivela al mondo il Volto del Padre.

60 - In Cristo Gesù il Padre ci ha benedetti e ha fatto brillare il suo Volto.



Signore, pietà.

Cristo, pietà.

Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici.

Padre celeste, Dio, pietà di noi.

Figlio, Redentore del mondo, Dio, pietà di noi.

Spirito Santo, Dio, pietà di noi.

Santa Trinità, unico Dio, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, splendore del Padre, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, candore di luce eterna, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, sole di giustizia, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, specchio di virtù, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, amabilissimo, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, delizia di Maria e di Giuseppe, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, adorato dai pastori e dai magi, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, risplendente sul monte Tabor, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, pietoso con la Maddalena, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, piangente sopra Lazzaro, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, prostrato a terra nel Getsemani, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, baciato a tradimento nell'Orto, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, colpito dagli schiaffi, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, sputacchiato, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, ricoperto di uno straccio, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, intriso di sangue, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, che guardasti Pietro, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, rifulgente nell'Ascensione, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, che tornerai nel giorno del Giudizio, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, unico nostro bene, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, sollievo dei miseri, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, speranza degli infermi, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, gaudio degli Angeli, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, desiderio dei Patriarchi, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, luce dei Profeti, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, fiamma degli Apostoli, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, fortezza dei Martiri, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, vita dei Confessori, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, profumo dei Vergini, pietà di noi.

Volto adorabile di Gesù, delizia di tutti i Santi, pietà di noi.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, esaudiscici, o Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, pietà di noi, o Signore.

- In Cristo Gesù il Padre ci ha benedetti: e ha fatto brillare il suo Volto.

Preghiamo: O Padre, che con la Passione di Cristo hai liberato l'umanità dalla morte, ereditata col peccato, rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio, perché, cancellata la nativa immagine del vecchio Adamo, rifulga in noi con la tua grazia l'immagine del celeste Adamo, Gesù Cristo nostro Signore.

Egli è Dio, e vive e regna con Te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Tratte da: “Cerco il tuo Volto” – Istiututo Religiose del Santo Volto – San Fior TREVISO

martedì 17 agosto 2010

Novena al Sacro Cuore di Gesù


1° O mio Gesù, che avete detto "in verità vi dico, chiedete ed otterrete, cercate e troverete, picchiate e vi sarà aperto!" ecco che io picchio, io cerco, io chiedo la grazia...
Pater, Ave, Gloria. - S. Cuore di Gesù, confido e spero in Voi.

2° O mio Gesù, che avete detto "in verità vi dico, qualunque cosa chiederete al Padre mio, nel mio nome, Egli ve la concederà!" ecco che al Padre Vostro, nel Vostro nome, io chiedo la grazia...
Pater, Ave, Gloria. - S. Cuore di Gesù, confido e spero in Voi.

3° O mio Gesù, che avete detto "in verità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole mai!" ecco che appoggiato all'infallibilità delle Vostre sante parole io chiedo la grazia...
Pater, Ave, Gloria. - S. Cuore di Gesù, confido e spero in Voi.

Con permissioine Ecclesiastica

domenica 15 agosto 2010

Promesse di Nostro Signore Gesù Cristo ai devoti del Suo Santo Volto



1°. Essi, grazie alla Mia umanità impressa in loro, otterranno interiormente un vivo riflesso della Mia Divinità e ne saranno irradiati così intimamente che, grazie alla rassomiglianza col Mio Volto, risplenderanno nella vita eterna più che molte altre anime.

2°. Ristabilirò in loro, in punto di morte, l'mmagine di Dio sfigurato dal peccato.

3°. Venerando il Mio Volto in ispirito di espiazione, Mi saranno graditi quanto Santa Veronica, mi renderanno un servizio uguale al suo e Io imprimerò i Miei Lineamenti Dívini nella loro anima.

4°. Questo Volto adorabile è come il sigillo della Divinità, che ha il potere di stampare nelle anime che si rivolgono ad Esso l'immagine di Dio.

5°. Più essi si preoccupano di restaurare il Mio Volto sfigurato dagli insulti e dall'empietà, più Io Mi curerò del loro sfigurato dal peccato. Io vi imprimerò nuovamente nella Mia immagine e renderò quest'anima bella come al momento del Battesimo.

6°. Offrendo il Mio Volto all'Eterno Padre. Essi placheranno la collera Divina e otterranno la conversione dei peccatori (come con una grande moneta)

7°. Nulla sarà loro rifiutato quando offriranno il Mio Santo Volto.

8°. Parlerò Io stesso a Mio Padre di tutti i loro desideri.

9°. Essi opereranno dei prodigi per mezzo del Mio Santo Volto. Io li illuminerò della Mia Luce, li circonderò del Mio Amore, e accorderò loro la perseveranza nel bene.

10°. Non li abbandonerò giammai. Sarò presso Mio Padre, l'avvocato di tutti coloro che con la parola, la preghiera o la penna, sosterranno la Mia causa in questa opera di riparazione. In punto di morte purificherò la loro anima da tutte le sozzure del peccato e renderò loro la primitiva bellezza.

(Estratto dalle vite di S. Geltrude e di S. Matilde) Monastero S. Vincenzo M.



Onoriamo Gesù!

Monaci Benedettini Silvestrini Via S. Vincenzo, 88 - 01030 BASSANO ROMANO (VT) - Tel. 0761 63 40 07 fax 0761 63 47 34